Il Nhs Blood and Transplant (Nhsbt), l’organo pubblico del Dipartimento della Salute del Regno Unito, ha stabilito che dall’estate del 2021 i gay e i maschi bisessuali, che hanno una relazione stabile, potranno donare il sangue senza la clausola che vigeva prima di un periodo (in genere tre mesi) di astensione sessuale. Il Segretario alla Sanità, Matt Hancock, ha così dichiarato:” Tale passaggio riconosce le persone per le azioni che intraprendono, piuttosto che per le loro preferenze sessuali”. In alcuni paesi come la Cina, le Filippine e  la Grecia la donazione di sangue dei gay è del tutto vietata. In altri paesi come l’Argentina, la Polonia, la Russia e anche l’Italia invece la donazione di sangue da parte dei gay o bisessuali è spesso a discrezione del centro trasfusionale con l’obbligo però di compilazione di un questionario in cui si deve indicare se si sono avuti comportamenti a rischio negli ultimi quattro mesi a prescindere se si è omosessuali o eterosessuali. A parte il fatto che in un sistema basato sull’autocertificazione chiunque può dichiarare qualunque cosa anche per esempio che abbia un rapporto stabile oppure che ci sia astenuti da rapporti sessuali per un dato periodo, inoltre, come risulta da un rapporto dell’OMS, il rischio di infezioni da HIV è 13 volte più alto in persone omosessuali. Non sarebbe il caso di attenersi ad un principio di precauzione vietando la donazione come fanno alcuni paesi?