Ursula Von Der Leyen, Presidente della Commissione Europea, ha affermato che si impegnerà con forza “sul reciproco riconoscimento delle relazioni familiari nell’Unione Europea”, perchè “chi è genitore in un Paese deve poter esserlo in tutti i Paesi membri”.

Queste parole sembrerebbero riferite ad una sua lodevole iniziativa riguardante l’adozione internazionale, invece lo scopo di questo impegno sarebbe quello di riconoscere la genitorialità di un bambino concepito all’estero con la pratica dell’utero in affitto.

E’ da sottolineare che l’utero in affitto in Italia è illegale in quanto si tratta di una pratica che spinge le donne surrogate, spesso disperate per motivi economici, ad affittare il proprio utero per portare avanti la gravidanza di un bambino che poi verrà venduto al “miglior offerente” soddisfacendo così al desiderio di maternità/paternità dei committenti. I committenti stipulano un vero e proprio contratto con la donna surrogata arrivando anche a controllare ogni dettaglio della sua vita privata fino al momento della nascita del bambino perchè il corpo della donna è considerato un oggetto di commercio.

Spesso mascherate da buone intenzioni si nasconde una terribile realtà che sfrutta la fragilità e la povertà delle persone per perseguire il fine del profitto per non parlare poi del bambino che viene trattato come un oggetto da acquistare!