Per ridurre lo “stigma” associato a chi pratica il “poliamore”, l’American Psychological Association (APA) sta mettendo insieme una task force per studiare la “non monogamia consensuale”.

Gli psicologi delle università californiane, che guidano il gruppo, cercano di promuovere “la consapevolezza e l’inclusività della non monogamia consensuale e delle diverse espressioni di relazioni intime”.

Il sito web della task force della Divisione 44 dell’APA recita:

“Trovare l’amore e/o l’intimità sessuale è una parte centrale dell’esperienza di vita della maggior parte delle persone. Tuttavia, la capacità di impegnarsi nell’intimità desiderata senza stigmatizzazione sociale e medica non è una libertà per tutti. Questa task force cerca di rispondere ai bisogni delle persone che praticano la non monogamia consensuale, comprese le loro identità emarginate che si intersecano”

La Divisione 44 dell’APA è la stessa che cerca di normalizzare gli stili di vita omosessuali e transgender.

La task force intende “fare ricerca, creare risorse e sostenere l’inclusione di relazioni consensuali non monogame nelle seguenti quattro aree: ricerca di base e applicata, istruzione e formazione, pratica psicologica ed interesse pubblico”.

Altra componente della Divisione 44 è la Religion and Spirituality Task Force, che cerca di “ridurre le barriere teologiche che spesso separano le minoranze sessuali dalle fonti delle loro credenze”.

Il professore dell’Università di Princeton Robert P. George ha avvertito in “Is Polyamory Next” per The American Interest nel 2015 che il “matrimonio” omosessuale apre la porta al matrimonio tra più persone.

“Se il genere non è importante per il matrimonio, perché dovrebbe essere importante il numero”, ha chiesto. “Se l’amore fa una famiglia, come diceva lo slogan quando c’era il matrimonio gay da ottenere, allora perché la loro famiglia dovrebbe essere trattata come di seconda classe? Perché al loro matrimonio dovrebbe essere negato il riconoscimento legale e la dignità e la posizione sociale che ne deriva?”

Il poliamore sta guadagnando accettazione ed interesse da parte della società. Ad esempio nella rivista Teen Vogue, per le ragazze dai tredici anni in su, è stato pubblicato un articolo in cui Willow Smith, cantante diciottenne figlia di Will Smith, ha dichiarato di sentirsi attratta da uomini e donne e che avrebbe trovato soddisfazione in una relazione con due persone.

“Amo gli uomini e le donne allo stesso modo, e quindi vorrei sicuramente un uomo, una donna”, ha detto recentemente a Red Table Talk. “Mi sento come se potessi essere polifedele con quelle due persone”. Willow ha detto: “…..Mi sento come se dovessi trovare due persone di generi diversi per avere un rapporto romantico e sessuale, non mi sento come se sentissi il bisogno di trovarne di più”.

Smith ha detto della monogamia: “Non c’è libertà. È tutto basato sulla paura“.

Siamo già avanti nella finestra di Overton. E prima che ce ne renderemo conto, anche il poliamore sarà legalizzato ed il prossimo step quale sarà? La pedofilia legalizzata? Matrimoni tra uomini e animali?