Un’aureola a forma di condom con lo slogan “Mettitelo in testa”. Questa la “geniale” e provocante idea di una campagna pubblicitaria contro l’AIDS apparsa nella metropolitana di Torino in vista del 1° dicembre, giornata mondiale della lotta contro il virus dell’HIV.

A promuovere la campagna è l’eurodeputato gay dei Socialisti e democratici (Pd) Daniele Viotti, attivista LGBT, fondatore di Quore, associazione di promozione sociale per la tutela e la promozione dei diritti delle persone Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender.

Debole la reazione della Diocesi di Torino che attraverso Don Paolo Fini ha dichiarato:

“Il tema va ripreso, non bisogna mollare perché l’Aids è ancora una malattia che colpisce tante persone. (…) Le immagini choc non è detto che siano di buon gusto e che abbiano poi gli effetti sperati. Molta pubblicistica insegna che l’approccio deve mirare ad altre cose. Bisogna essere uniti in questa battaglia, ma evitando di fare una comunicazione che può offendere qualcuno senza ottenere l’effetto sperato”.

Un’immagine al limite del blasfemo siffatta avrebbe meritato una reazione di bel altro tenore da parte delle gerarchie ecclesiastiche piemontesi e non solo. L’attacco alla Chiesa è evidente. Lo slogan “Mettitelo in testa”è infatti un atto d’accusa che invita la Chiesa a cambiare il proprio insegnamento sull’utilizzo dei preservativi appoggiando la campagna mondiale contro l’AIDS. Una richiesta surreale e sfacciata, promossa, peraltro, da un esponente della comunità LGBT falcidiata dal virus per i suoi comportamenti sessuali promiscui e contro natura che hanno dato vita al fenomeno tristemente noto del cosiddetto “chemsex”.