Continuano gli incontri e i dibattiti, scolastici ed extra-scolastici, volti a presentare e normalizzare la “teoria del gender” su tutto il territorio nazionale. Lo scorso venerdì 1° aprile è stata la volta di Trieste dove si è è tenuto, presso il Liceo classico “Francesco Petrarca”, un incontro di formazione, rivolto a docenti e genitori delle scuole coinvolte nel progetto regionale “A scuola per conoscerci”, giunto oramai alla sua settima edizione, per prevenire e affrontare il problema dell’omofobia a scuola.

L’incontro, organizzato niente di meno che dai volontari di Arcigay Arcobaleno Trieste e Gorizia, ha visto la partecipazione istituzionale dell’Assessore della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti, degli psicologi formatori, Lorenzo Bretti e Martina Gardelin, del coordinatore, Dennis Morello, e del responsabile educativo del progetto, Davide Zotti.

Come si legge sul quotidiano online triesteprima.it

“Il progetto, che prevede inoltre attività curricolari condotte in classe da psicologi e con la testimonianza di giovani gay e lesbiche, ha raggiunto quest’anno i livelli più alti di partecipazione in questi sette anni, con 25 scuole medie e superiori di tutta la regione in rete, più di 100 classi e 2000 studenti coinvolti, per un totale che supera le 400 ore di attività nelle classi”.

Al centro dell’incontro tra insegnanti e genitori sono stati i soliti temi ideologici volti a promuovere ed imporre il “gender diktat”: omofobia, transfobia, bullismo omofobico e discriminazione per orientamento sessuale e identità di genere.

Il progetto organizzato dai gruppi LGBT locali, come si legge sempre sul sito triesteprima.it, è stato reso possibile grazie ai finanziamenti pubblici della Regione Friuli:

“Il progetto, proposto da Arcigay e Arcilesbica del FVG con la supervisione della psicologa e psicoterapeuta Margherita Bottino, è stato finanziato dalla Regione come progetto speciale e negli anni ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui la medaglia di bronzo conferita nel 2011 dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, quale premio di rappresentanza: un’onorificenza con la quale viene manifestato il consenso del Capo dello Stato alle finalità perseguite da iniziative ritenute particolarmente meritevoli”.

La città di Trieste, già tristemente nota riguardo il tema gender, per le dure polemiche suscitate dal “gioco del rispetto“, fa parlare nuovamente di sè per un’altra vergognosa iniziativa che fa salire in cattedra direttamente l’Arcigay per promuovere e normalizzare il dilagante diktat etico contro natura.

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