Sabato 16 aprile ha avuto luogo a Trento, nella Sala Rosa del Palazzo della Regione, l’evento «Forze dell’ordine e Vigili del fuoco contro l’omotransfobia», promosso dall’Arcigay del Trentino in collaborazione con l’assessorato alle Pari opportunità della Provincia al fine di “normalizzare” l’omosessualità e favorire la visibilità e inclusione delle persone LGBT all’interno delle caserme e dei rispettivi corpi di appartenenza.

All’evento, che è stata l’occasione per presentare ufficialmente «Vigili contro l’omofobia» (qui la pagina Facebook), il primo gruppo di vigili del fuoco dichiaratamente omosessuali, hanno preso parte diversi autorevoli rappresentati delle istituzioni, tutta in prima fila per il “lodevole” incontro “politically correct” all’insegna della tolleranza e del rispetto. Tra questi: Alberto Flaim, presidente dei Vigili del Fuoco permanenti e volontari, Filomena Chilà, rappresentante del Commissariato del Governo, Anna Maria Maggio, vicequestore di Trento, il tenente Rossella Pozzebon della compagnia di Trento dell’Arma dei Carabinieri e la Polizia locale di Trento, Rovereto e Pergine, rappresentata rispettivamente da Mauro Eccel, Giorgio Matassoni e Andrea Tabarelli.

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L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con “Polis Aperta”, associazione LGBT con appartenenti alle Forze Armate e dell’Ordine, per la quale è intervenuta la dottoressa Simonetta Moro, e “OSCAD”, Osservatorio per la Sicurezza contro gli Atti Discriminatori.

Il promotore e organizzatore della manifestazione, Niccolò Mascher, Vigile del fuoco volontario che assieme ad un collega, Tiziano Pulcini, è stato tra i fondatori del gruppo «Vigili contro l’omofobia», ha raccontato come l’inedita associazione sia nata da un bisogno di accettazione della sua omosessualità all’interno della propria caserma:

«Il gruppo è nato a luglio dello scorso anno e con i mesi è cresciuto. (…) Nella società vivevo serenamente la mia omosessualità ma non invece all’interno della mia caserma. Grazie proprio a questo gruppo ho potuto essere me stesso e il corpo dei Vigili del fuoco mi ha supportato».

Sara Ferrari, assessore provinciale alle Pari Opportunità, ha dato il proprio avvallo istituzionale al progetto, sottolineando l’importanza di garantire uguali diritti per tutti i cittadini:

«Noi istituzioni che rappresentiamo i cittadini abbiamo la responsabilità di riconoscere che la Costituzione quando parla di cittadini lo fa con eguali diritti e doveri nella loro diversità. Il cittadino è tante cose, non saperlo riconoscere è umiliante per la ricchezza dell’essere umano».

L’iniziativa «Forze dell’ordine e Vigili del fuoco contro l’omotransfobia», con l’inaugurazione  del primo gruppo di Vigili del fuoco dichiaratamente gay, appoggiata da tutti i principali rappresentanti istituzionali delle forze dell’ordine, con in prima fila l’OSCAD, il corpo speciale anti-omofobia, rivela emblematicamente l’ideologico clima culturale nel quale siamo, ahinoi, immersi. Un clima folle e insensato che pretende prepotentemente di diffondere e promuovere l’omosessualità all’interno delle caserme luoghi per definizione antitetici ad una convivenza “pacifica” e “serena” con tale comportamento contro natura. Una scelta controproducente, dettata unicamente dall’ideologia, che finirà certamente ottenere l’effetto contrario, accentuando invece che diminuire i casi di “omofobia” all’interno delle stesse caserme.

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