È da poco stata messa sul mercato la quarta edizione di “The Sims”, il celebre videogioco simulatore di vita, primo fra tutti ad avvicinarsi a quella categoria di “games” che più tendono a voler riprodurre la quotidianità delle persone, attraverso personaggi creati su misura, con diverse mansioni e con diversi percorsi di vita.

The Sims è uno dei massimi colossi nella storia videoludica, in primis per aver ispirato la serie televisiva, e a seguire perché è stato il primo ad avvicinarsi così tanto alla realtà, tanto da permettere ai giocatori di vivere parallelamente una doppia vita, l’una reale e l’altra virtuale. Già in questo senso si può intendere come si sia tentato di creare individui imbelli, incapaci poi di distinguere la vita vera, fatta di difficoltà, e quella finta, la quale a volte serve da tana riparatoria in cui nascondere i problemi quotidiani.

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I fautori di un simul-Truman-show non potevano quindi risparmiare nulla dall’ideazione dei personaggi virtuali che possono costruirsi a proprio piacimento nel gioco, quindi, adattandosi volontariamente alle regole della mentalità moderna, hanno di recente provveduto ad apportare qualche modifica.
Maxis, l’importante società dedita allo sviluppo di video-games fra cui The Sims,  ha da poco pubblicato un aggiornamento che abbatte finalmente (sic) le barriere di genere. Tutte le restrizioni di personalizzazione legate al genere come il tipo di camminata, il tono di voce o l’abbigliamento sono infatti stare rimosse. Fin dalla sua genesi, la quale risale a ben16 anni or sono, il titolo permetteva relazioni omosessuali tra sim dello stesso sesso, ora apre anche agli individui transgender.

Più di 700 articoli, in precedenza disponibili solo per i Sims di sesso maschile o femminile, sono ora diventati accessibili  nell’opzione  “Crea un Sim”: tutti, indipendentemente dalla scelta iniziale del sesso, possono essere soggetti alla modifica dell’identità sessuale.

Se si vuole vestire un Sim donna con un completo elegante da uomo, o far indossare a un Sim maschio un paio di tacchi alti, è possibile“- ha dichiarato Lyndsay Pearson, produttrice senior di The Sims 4.

Per arrivare a questa soluzione si è lavorato all’aggiornamento per più di un anno collaborando con il gruppo GLAAD (sempre immancabile) che si occupa della rappresentazione nei media della comunità LGBT.

GLAAD ha prontamente suggerito di rimuovere i simboli di genere associati ai personaggi presenti nel gioco, ottenendo infine i risultati che si speravano, come dichiarato da Nick Adams, direttore del GLAAD’s media program:

“È stato un piacere lavorare con gli sviluppatori che si sono impegnati per aggiornare il gioco in modo che tutti i giocatori possano creare un mondo Sims che rifletta più accuratamente il mondo in cui viviamo oggi”

La motivazioni di questo adattamento sono poi state espresse chiaramente anche nel comunicato ufficiale:

“The Sims è realizzato da un team eterogeneo per un pubblico eterogeneo e per noi è molto importante che i giocatori possano essere creativi ed esprimersi attraverso i nostri giochi. Desideriamo far sì che i giocatori possano creare personaggi in cui riescano a identificarsi o immedesimarsi attraverso potenti strumenti che permettano loro di determinare il sesso, l’età, l’etnia, la corporatura e tutte le altre caratteristiche dei Sims”

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Questa nuova campagna intrapresa da The Sims va ad unirsi alle scelte fatte dagli ideatori di Baldur’s Gate, il famoso videogioco di ruolo che ha da poco accolto al suo interno la presenza di Mizhena, una transessuale che viene auto descritta così:

“Sono nata maschio,me cresciuta come tale dai miei genitori. Con il tempo, ho capito invece di essere una donna.”

La cultura omosessualista, come volevasi dimostrare, s’insinua e si addentra in ogni meandro possibile: i video-games come quello di cui abbiamo or ora trattato rientra infatti fra gli importanti mezzi di comunicazione e alienazione di massa, che si ritrova poi a concepire come giusto e reale ciò che viene propinato tra i contenuti di vita virtuale che vengono proposti all’interno del gioco. Ciò non può che far notare come qui non si stia parlando di invenzioni pensate da personaggi psico-labili fra cui il sottoscritto, come qualcuno vorrebbe far credere, ma di un minuzioso e subdolo lavoro che viene svolto con l’obiettivo di sottomettere il buon senso collettivo ad una mentalità dittatoriale a stampo LGBT, che oggi, più che mai, ha raggiunto il suo apice tramite un mutuo consenso di chi sta a dirigere i cosiddetti “poteri forti”.

 

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