In Svizzera il nuovo anno porta le adozioni anche per le coppie formate da persone dello stesso sesso. Il primo gennaio 2018 entra infatti in vigore una nuova normativa in materia di adozioni per la quale coppie omosessuali e concubini potranno adottare i figli del partner, oltre ad introdurre una serie di novità che comporteranno un allentamento delle condizioni generali d’adozione.

STATO ATTUALE

Le attuali disposizioni prevedono il diritto all’adozione unicamente per le coppie sposate. Uno dei coniugi ha la possibilità di adottare il figlio del partner solo se l’unione dura da almeno cinque anni. In caso di single, l’adozione è permessa solo a partire dai 35 anni. Per questo, fino ad oggi, l’adozione è stata “praticabile” solo da un gay “celibe” o da una lesbica “nubile”.

LE NOVITA’ INTRODOTTE

Con la nuova legge, come si legge sul sito laregione.ch, “anche alle coppie omosessuali viene concessa la possibilità di adottare il figlio o la figlia del proprio partner. Questa misura permetterà di eliminare le disparità di trattamento e di proteggere giuridicamente la relazione fra bambino e partner del genitore biologico. Come attualmente, sarà necessario il consenso dell’altro genitore biologico, a meno che sia sconosciuto, assente da molto tempo o incapace di intendere. Queste nuove norme sono destinate ai figli delle coppie omosessuali nati grazie a gravidanze surrogate (per i gay) o inseminazione artificiale ricorrendo a un donatore (per le lesbiche). La prima pratica in Svizzera è proibita, la seconda è ammessa, a talune condizioni, solo per le coppie sposate“.

La revisione legislativa in tema di adozioni è stata fatta in un’ottica di allargare il più possibile le “maglie” delle procedure di adozione:

Più in generale, con la revisione viene abbassata l’età per adottare, dagli attuali 35 anni a 28. La durata minima del matrimonio passerà da 5 a 3 anni, lasso di tempo che varrà anche per i partner registrati e i concubini. Inoltre, non vi sarà più un’età massima. Altro aspetto importante del progetto: si permetterà ai genitori biologici di ricevere informazioni sul bambino dato in adozione, sempre che quest’ultimo acconsenta a tale richiesta una volta maggiorenne. Il bambino adottato gode già del diritto assoluto di conoscere le proprie origini. Il Parlamento ha tuttavia deciso di creare una base legale per i servizi di ricerca e di estendere questo diritto ai fratelli e alle sorelle biologiche“.

Giorno dopo giorno, secondo una strategia dei “piccoli passi” ben pianificata, la rivoluzione gender avanza, procedendo con le sue “conquiste” legislative volte ad imporre in nome di una falsa tolleranza il prepotente diktat relativista.