Totale eguaglianza e parità di diritti tra militari e civili di ogni sesso: donne, uomini, transgender, fluidi o quant’altro.

Questo l’ordine proveniente dal quartier generale delle reali forze armate svedesi con l’approvazione del ministro della difesa Peter Hultqvist e di tutto il governo socialdemocratico di Stoccolma. A questo proposito è stato pubblicato un vero e proprio manuale dove si indicano, uno ad uno, principi della “gender equality” nell’esercito, invitando generali, ammiragli ed ufficiali ad uniformarsi al “gender diktat” sia tra le forze armate sia nelle missioni all’estero. 

Jan Thornqvist

Jan Thornqvist

Il vice ammiraglio Jan Thornqvist ha cosi commentato la pubblicazione del “manuale gender” che è già stato recapitato a 400 ufficiali di massimo grado delle reali forze armate svedesi ed è consultabile anche online:

“Abbiamo pubblicato un ‘gender manual’ per chiedere a generali, ammiragli, ufficiali di prestare più attenzione all’imperativo etico di garantire più gender equality, più eguaglianza di diritto per persone di ogni sesso, sia nei ranghi delle nostre forze armate sia nelle nostre missioni all’estero”.

Spiegando così le ragioni dell’iniziativa:

“La prospettiva che ci poniamo è creare più possibilità di carriera non influenzate dal gender, per le donne e per ogni gender, nelle forze armate reali, e insieme ciò significa che vogliamo reclutare più donne nelle forze armate e che ci poniamo una nuova missione prioritaria. Cioè che nelle numerose missioni di pace all’estero cui prendiamo parte, occorre da parte dei nostri soldati porre la massima attenzione a ogni esigenza di rispetto e a ogni timore legato al gender delle popolazioni locali”.

La novità dell’Esercito è stata illustrata anche da Svenska Marinen, viceammiraglio della Kungliga, la reale marina svedese:

“Nel caso di operazioni in forze di pace internazionali ciò può voler dire prestare la massima attenzione alle preoccupazioni e alle paure di donne e bambini in zone di guerra. Ciò significa chiedere direttamente a donne, bambini, gay e trans gender in ogni teatro operativo di forze di pace internazionali in cui i nostri sono presenti sulle loro preoccupazioni e timori, non solo parlare di simili problemi con i leader politici locali che molto spesso sono maschi”.

La Svezia con la pubblicazione di tale manuale conferma dunque di essere il paese all’avanguardia nella promozione dell’agenda gender. Un’agenda folle e suicida che si illude di contrastare i gravissimi e crescenti problemi sociali dovuti alla crescita dell’Islam, affermando e sbandierando i diritti di ogni gender in nome di un distorto principio di libertà.