“La «teoria gender» è una minaccia per i bambini e le bambine? Perché l’omosessualità richiama la paura della conversione? Siamo sicuri che le sessualità non normative presentino sempre istanze emancipative? Perché diamo per scontata l’eterosessualità? L’incontro seminariale su «Studi LGBT e Teoria queer nell’analisi sociologica» intende riflettere sui significati delle sessualità quali prodotto storico, sociale e culturale.”

Recita così la presentazione dell’incontro di studi LGBT e teoria queer, in programma prossimamente presso l’Università di Bressanone. Il seminario volgerà un particolare sguardo alla “produzione sociale delle condotte sessuali, alla costruzione di sessualità egemoni e di rappresentazioni ideologiche, alla definizione dei generi e delle sessualità subordinate, alla discussione dei diritti e delle cittadinanze sessuali all’interno delle società contemporanee”.

Saranno proposte riflessioni sullo studio delle scienze sociali, intrecciate con le Teorie Queer, al fine di “analizzare le strutture di potere implicate nella costruzione delle sessualità, delle pratiche sessuali, degli orientamenti sessuali e delle identità di genere” – sempre così vien detto nella presentazione.

In particolar modo, si analizzeranno le relazioni tra studi LGBT, Teorie Queer e scienze sociali per comprendere ed approfondire le strutture di potere implicate nella costruzione delle sessualità, delle pratiche sessuali, degli orientamenti sessuali e delle identità di genere.

I docenti-relatori saranno il Prof. Cirus Rinaldi (Università degli Studi di Palermo) e il Dr. Urban Nothdurfter.

Un vero e proprio compendio di “culturalizzazione” omosessuale, la quale segue un iter ben preciso: prima, tramite questi soventi e concentrati studi di nicchia, divulga fra i professionisti il metodo per inculcare la teoria e le ragioni da portare per esporre queste diavolerie, e poi, tramite loro, le esporta alla portata di tutti: dalle scuole pubbliche alla TV, dal teatro agli asili nido. E così, a mano a mano, la “cultura” gender diventa qualcosa di normalizzante e per cui dormire sonni tranquilli. Un riflesso inquietante dell’ impero del caos, condito con un silenzio assordante che rende ancora più spaventosa l’attuale situazione.