Il Liceo Tito Livio di Padova è stato il teatro di un singolare contenzioso: protagonista è una studentessa che si è candidata come rappresentante d’istituto.

Successivamente la ragazza ha fatto coming out perchè non si sente più donna e ha chiesto al Dirigente Scolastico di ristampare tutti i manifesti con il suo nuovo nome. Il Dirigente si è opposto dicendo che era possibile utilizzare solo il nome del documento ufficiale e che le schede erano già pronte.

La studentessa ha così dichiarato: “Questa è la mia battaglia e anche quella di tutti gli altri transgender discriminati e derisi, io questo sono. Rivendico la libertà di vivere la mia vita come meglio credo, senza essere giudicato”.

Il Preside, poi, è stato costretto a fare marcia indietro sia per la manifestazione organizzata dal Collettivo degli Studenti sia per la risonanza mediatica dell’episodio con l’intervento di politici nazionali e così ha dichiarato: “La situazione ci ha colpiti molto, la scuola e questa presidenza sono molto sensibili a temi di questo tipo e ai rapporti con il corpo docente, con gli studenti e con le famiglie”.

Sorvolando sulla situazione psicologica delicata della ragazza con la scusa di essere inclusivi e solidali si veicolano in un ambiente di formazione come è la scuola temi di indottrinamento gender.