Ancora una volta la Spagna si trova al centro di una folle iniziativa di stampo LGBT+ che se non ci fossero le foto dei manifesti a testimoniarne la veridicità si stenterebbe a credere. 


“Hay Niñas con pene y niños con vulva”
(Ci sono ragazze con il pene e ragazzi con la vagina).  Questo lo sconsiderato messaggio che si legge su enormi cartelloni pubblicitari affissi alle fermate degli autobus e della metropolitana delle città di Vitoria, San SebastiánPamplona, accompagnato per di più, da un’altrettanto oscena illustrazione che raffigura 4 bambini nudi con gli organi genitali invertiti che corrono tenendosi per mano.

La campagna di “normalizzazione” della transessualità dei minori, promossa dall’associazione delle famiglie dei minori transessuali Chrysallis Euskal Herria con il permesso del governi di Navarra e Paesi Baschi, è stata possibile, si legge su infovaticana.com, grazie ad una generosa donazione di 30.000 euro proveniente da New York da una persona, di cui ancora non si conosce il nome, appartenente “all’alto mondo della finanza”.

L’associazione promotrice dell’iniziativa, della quale fanno parte personaggi come l’attore porno Nacho Vidal, che ha aderito ad una campagna di promozione dell’ideologia di genere, raccontando la storia della sua “figlia transessuale”, è responsabile della creazione del primo materiale didattico sulla transessualità che si sta già diffondendo all’interno delle scuole pubbliche e private dei Paesi Baschi e della Navarra.

Tali inaccettabili manifesti pubblicitari dimostrano l’abisso morale nel quale è drammaticamente sprofondata la Spagna post-Zapatero. L’obiettivo dichiarato dei suoi promotori consiste nel “normalizzare”, dopo l’omosessualità, anche la transessualità in nome della libera e illimitata auto-determinazione del proprio “gender”, al di là di ogni principio biologico… o patologico.