La 50enne Renée Zellweger, la Bridget Jones, ora è nuovamente nel mondo del cinema con il film Judy Garland, biografia di quest’attrice e cantante, famosa per aver interpretato da giovane Dorothy del Mago di Oz.

Ebbene, per il lancio del film, l’attrice che potrebbe ricevere il prossimo premio Oscar, ha fatto sua la copertina dell’ultimo numero di Attitude, rivista LGBT britannica, sposando la causa dei diritti gay.

Ecco cosa ha dichiarato:

Quando parlo dei migliori amici dei miei genitori, Mark e Jerry … non sottolineo il fatto che siano gay. Per me sono solo Mark e Jerry. Non ricordo un momento della mia vita in cui non ho avuto amici LGBT. Mi piacciono le persone originali, che sono autenticamente se stesse.

L’attrice racconta inoltre l’esperienza di una sua amica transgender in terza media:

Cambiò il suo nome e tutto il resto, e immagino che alla fine degli anni Ottanta fosse abbastanza coraggioso. Ho visto amici cacciati dalle loro case, perdere membri della famiglia dopo un coming out, essere privati ​​del diritto di voto per quello che sono o perché conoscono persone che pensano in qualche modo che sia una bestemmia agli occhi della loro religione, o che possa essere una scelta o una malattia da guarire… Ammiro il coraggio delle persone LGBTQ. Per ovviare a tutto questo e scegliere di vivere autenticamente la tua vita, nonostante le difficoltà che dovrai affrontare, persino oggi quando ci sono un milione e mezzo di persone in Pride, devi avere un carattere straordinario.

A noi sembra che le cose siano molto diverse: ormai se si è LGBT non si deve avere affatto un carattere straordinario o controcorrente, anzi sono proprio le persone che si oppongono al gender diktat quelle che veramente vanno contro il sistema.

Queste sono le persone veramente originali e coraggiose (pensiamo agli attacchi ricevuti da costoro durante eventi pro family da parte degli LGBT), di questi la Zellweger ha ammirazione? O solo perché non essendo politically correct, è meglio metterli in un angolo?