E’ bufera sul commissario Ue per l’Agenda Digitale Günther Oettinger per alcune sue dichiarazioni “politicamente scorrette” su cinesi, Vallonia belga, donne e gay. Le frasi incriminate, giudicate razziste, omofobe e sessiste, sono state tratte da un video amatoriale girato il 26 ottobre ad Amburgo, in occasione di un incontro con alcuni imprenditori locali.

Il filmato è diventato immediatamente virale online, mettendo in moto la puntuale e rodata macchina da guerra LGBT+ che ha chiesto le immediate dimissioni del commissario tedesco (Cristiano democratico), giudicato “inadatto” a ricoprire tale importante incarico.

LE ACCUSE

In realtà, come al solito le frasi sono state, maliziosamente, estrapolate da un discorso più ampio che non voleva essere in alcun modo offensivo.

Parlando della Vallonia, Oettinger l’ha definita “una minuscola regione governata da un pugno di comunisti che blocca l’Europa“.  Riferendosi ad un incontro avvenuto il mese passato con i ministri cinesi, il Commissario tedesco gli aveva pittorescamente definiti come gli Schlitzaugen ossia quelli con “gli occhi a mandorla”. Infine, ciò che ha suscitato le ire della comunità LGBT+, è stato quando, parlando di questioni di politica interna, Oettinger si è domandato se con l’aria che tira i matrimoni gay verranno presto resi obbligatori.

Di fronte al fuoco di polemiche scatenatosi nei suoi confronti, Oettinger si è difeso, attraverso un’intervista rilasciata a ‘Die Welt’, spiegando come abbia semplicemente utilizzato un linguaggio slang, evidentemente strumentalizzato ad arte da parte di chi aveva interesse ad attaccarlo.

Ora infatti Günther Oettinger rischia seriamente l’ambito posto a lui già assegnato come Commissario al Bilancio, dopo che la vicepresidente della Commissione europea Kristalina Georgieva ha lasciato l’esecutivo comunitario per tornare alla Banca Mondiale.

La “vicenda Oettinger” è l’ennesimo caso di “pulizia etica” perpetrato in nome dell’intollerante pensiero unico globale.