Storie di ordinaria follia.

Una coppia di Middlesbrough (Gran Bretagna) si è autodefinita “famiglia genderfluid”: Louise Draven, padre di Star Cloud (5 anni) si fa già chiamare “mamma” e si opererà a breve per apparire “femmina”, Nikki la madre, farà lo stesso ma per diventare “maschio”, cambiando il nome in Charlie.

Il piccolo Star è cresciuto “libero di essere quello che vuole”. Viene definito “persona” e- a detta dei genitori- potrà scegliere lui a quale genere appartenere.

Il figlio è libero di giocare con qualunque giocattolo, di dipingersi le unghie, di tenere i capelli lunghi (anche se avrebbe chiesto qualche mese fa di tagliarli).

Ma- raccontano i genitori- a scuola non lo fanno giocare con le bambole.

“Gli abbiamo spiegato che chiunque può giocare con le bambole e che è una buona pratica per quando crescerà e diventerà un papà”.

La risposta di Star: “Potrei non essere un papà ma una mammina!”

Riguardo alla loro transizione, i genitori hanno dichiarato:

“Se avessimo aspettato fino a quando Star fosse stato più grande, sarebbe cresciuto con dei genitori che si sentivano incompleti”.

Il bambino avrebbe iniziato a fare delle domande a Louise (il padre che vuole diventare “femmina”):

“Recentemente ha chiesto perché in piscina indossavo un costume da donna e gli ho spiegato che presto andrò da un dottore che mi toglierà il pene”.

Nikki (la madre che vuole diventare “maschio”) ha invece dichiarato:

Non sono mai stato felice di vedere il mio seno crescere. Pareva tutto sbagliato. Così ho fatto un po’ di ricerca nella mia anima e mi sono reso conto che ho sempre desiderato essere un maschio. Nessuno di noi rimane attaccato al sesso in cui è nato, quindi non vogliamo che nostro figlio sia costretto dal sesso di nascita”.

Louise, per sottoporsi all’operazione chirurgica, ha dovuto perdere peso e si è rasato i capelli che erano lunghi per via dei trattamenti ormonali che gli causavano una perdita di peli.

” I capelli non fanno la donna ma la donna fa se stessa“, ha affermato l’uomo. 

Come può un bambino crescere in maniera sana ed equilibrata in un contesto familiare del genere?

Il voler crescere i figli “genderfluid” sta diventando ormai sempre più di moda: una coppia degli Stati Uniti, i Myers, hanno deciso di crescere il figlio Zoomer in maniera “gender creative”: “sarà lui/lei a scegliere in quale sesso riconoscersi una volta che sarà in grado di esprimersi” hanno dichiarato i genitori.

Quando parlano con Zoomer, usano il pronome “they” perché in inglese può essere usato anche per il genere neutro.

La madre ha raccontato:

Compriamo vestiti unisex e quando andiamo insieme in un negozio, incoraggiamo Zoomer a scegliere gli indumenti che preferisce, sia dal reparto bambine che da quello per bambini”.

È ormai sempre più chiaro che le vittime inconsapevoli e cavie dell’ideologia che ha accecato anche i genitori, sono proprio i bambini.

Li si vuole far crescere privi di ogni certezza, anche di quella più naturale che è il loro sesso biologico.

Se non è questa una subdola violenza nei loro confronti, che cos’è? Dove sono coloro che gridano contro la dittatura degli adulti ed i loro abusi? Non è forse questo un abuso nei confronti  della sessualità e della natura di un bambino?

Bambini cresciuti così, saranno adulti senza identità, privi di ogni certezza anche la più elementare, e dunque facilmente manipolabili.