In attesa delle approvazione della legge sull’omofobia, che tapperà la bocca a tutti coloro che oseranno dissentire dalla vulgata gender dominante, i “tolleranti” paladini dei diritti LGBT si sono organizzati, pensando bene di pubblicare il “Registro Italiano dei Razzisti e Omofobi” (RIRO), uno strumento di denuncia online dove chiunque può segnalare persone “colpevoli” dello pseudo reato di omofobia.

Gli anonimi promotori del sito web presentano così l’iniziativa:

RIRO è un modo di difendersi dalle persone pericolose che ogni giorno cercano volontariamente o involontariamente di fare del male al prossimo.Ogni sistema di controllo coercitivo del prossimo è stato caratterizzato da alcune terribili circostanze, come il marchio. Marchiare il prossimo ad esempio, era un modo per i Nazisti di ridurre ad oggetto lo schiavo ebreo, omosessuale, di un’altra qualsiasi minoranza etnica. per rendere schiavo un essere umano, farlo diventare un numero”.

“RIRO” si propone dunque di schedare tutte le persone che si macchiano della imperdonabile colpa di non condividere il diktat etico in tema di famiglia e sessualità in maniera che possano essere emarginate e isolate dalla società. Leggiamo infatti:

Lo scopo di RIRO è ritorcere quest’arma contro le persone che sono figlie di quel tipo di comportamenti, come razzisti, omofobi e altra gente simile, RIRO e le persone che inseriscono i nominativi non cercano vendetta, ma come fratelli uniti, avvisiamo altri fratelli della pericolosità di determinate persone, così che si possa starne alla larga, evitarle, emarginarle”.

Gli estensori del “RIROci tengano a che il loro registro sia assolutamente attendibile, ossia i nominativi inseriti al suo interno devono essere tutti scrupolosamente verificati di modo che i presenti siano degli omofobi doc, in altre parole, certificati. Per questo il meccanismo di schedatura è stato studiato nei minimi particolari. Sul sito viene infatti spiegato in maniera dettagliata il processo di segnalazione dell’omofobo di turno, chiarendo come sia necessario fornire quante più prove della sua colpevolezza, allegando immagini, audio, video o quant’altro contribuisca a inchiodare alle sue colpe il reo. Infatti, una volta inserito un nominativo non è poi possibile cancellarlo. L’unico modo per essere eliminati dal registro consiste nel superare un apposito “Test antirazzismo”, al quale l’utente proprietario del nominativo, verrà sottoposto, una volta che avrà fatto richiesta di essere cancellato. Il tutto sarà poi, rigorosamente, reso pubblico al fine di far conoscere a tutti l’avvenuto mea culpa dell’accusato.

Tra gli ultimi omofobi schedati spicca la foto del giudice Carlo Deodato, finito al centro di un vergognoso linciaggio mediatico, per aver osato applicare la legge, votando a favore dell’annullamento del registro del comune di Roma per la trascrizione delle nozze gay celebrate all’estero. Deodato viene presentato come “giurista italiano ed una sentinella in piedi. Fiero sostenitore dell’omofobia” e a riprova della sua colpevolezza vengono allegate le immagini dei tweet da lui pubblicati in difesa della famiglia naturale.

La gogna pubblica del “Registro Italiano dei Razzisti e Omofobi” svela il reale volto degli ideologi del gender e dell’omosessualismo militante.

Il  “RIRO”, vera e propria lista di proscrizione tesa ad eliminare, attraverso l’esclusione e l’isolamento sociale, i propri nemici politici, rispecchia, emblematicamente, il clima culturale odierno dove si è liberi unicamente di allinearsi al pensiero unico dominante. Tale nuovo paradigma etico, fondato sul più assoluto relativismo morale, che non ammette alcun giudizio di valore, si erge a supremo giudice del bene e del male, assolutizzando, paradossalmente, la sua ideologica visione.

Gli abusati e malintesi concetti di tolleranza e non-discriminazione valgono infatti solamente fino a che non contraddicono tale diktatQualsiasi tipo di scelta, per definizione, tuttavia, discrimina, in quanto effettua una scelta tra due differenti opzioni possibili. Non ci può essere neutralità. Se scelgo bianco non scelgo nero, il punto dirimente è optare per il bene e il vero e scartare il male e il falso. Mettere sullo stesso piano e promuovere ogni tipo di famiglia equivale a rifiutare e distruggere l’unico vero modello di famiglia, quella naturale fondata su un uomo e una donna. Difendere e rivendicare i diritti per ogni tipo di unione non è dunque un atto tollerante e non discriminatorio in quanto il suo riconoscimento colpisce e discrimina la specificità della famiglia naturale, falsamente equiparata ad artefatti modelli famigliari.

La pubblicazione del “RIRO” dimostra, in maniera lampante, chi sono i veri razzisti nel decisivo scontro culturale in atto, rivelando il carattere totalitario e intollerante del paradigma etico dominante.

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