Reggio Emilia sarà la città candidata per l’evento interregionale che coinvolge Emilia Romagna, Veneto e Lombardia per ospitare il Gay-Pride del nord-Italia. La scelta non rientra ovviamente fra quelle casuali, poiché nella città rossa per eccellenza si è tenuta la prima unione “civile” italiana presenziata dal sindaco super gay-friendly, Luca Vecchi.

Dalle indiscrezioni susseguitesi in questi giorni pare che ad avanzare la proposta sia stata l’ARCI provinciale, associazione storica e di sinistra che riscuote un buon numero di membri al suo interno. Stiamo parlando di una sorta  di “sovranità” associativa che si spalma su tutto il territorio reggiano, occupandosi di svariate attività; fra queste, da non molto tempo, è stata inserita nel calendario l’organizzazione annuale per un evento LGBT, al quale si è voluta dare grande valenza. Godendo di ottima stima da parte dell’amministrazione, ARCI ha già chiesto un incontro per stendere i primi dettagli e pianificare i primi punti  riguardanti la giornata “Arcobaleno”, che si dovrà tenere verso i primi di giugno, pur non essendoci ancora certezze di alcun tipo. Nonostante questo, però, i presupposti che la risposta da parte dell’autorità comunale sia positiva sembra essere quasi scontata vista la predisposizione a sostenere i cosiddetti “diritti omosessuali”.

A questo punto non rimane che attendere la data per questo evento di depravazione e di lussuria interregionale, il quale richiamerà nella piccola città tantissime persone felici di gridare la propria idea di “libertà” relativista e liberale.              

L’augurio è quello che ci possa essere ancora qualcuno disposto a dissociarsi da tutto questo evento degno della più bassa sottocultura regnante, modello diseducativo e di scandalo per eccellenza.                                                                                          

Ciò che può ancora farci sperare – e lo dice un figlio di terra reggiana – è la possibilità che per ragioni logistiche o di qualsivoglia resistenza politica all’interno dell’amministrazione, l’evento possa saltare e Reggio non vincere il patrocinio di questo pessimo appuntamento. 

San Prospero patrono di Reggio-Emilia ci aiuti a debellare questo male, così come la Beata Giovanna Scopelli, monaca carmelitana del 1400, sepolta nel Duomo, possa intercedere per difendere la città da un oltraggio così prepotente.