Nell’epoca dei profili esistenziali virtuali, dove tutto diventa fantasia, non avere un profilo Facebook appare fin controproducente, o perlomeno condanna ad un’auto-esclusione.

Milioni e miliardi di “profili” aleggiano nell’etere del nulla, dalla più virtuale e chimerica fantascienza che potremmo definire un Truman Show periodico, in gergo matematico. Miliardi di commenti, di post, di “like”, in cui ognuno può dire tutto ciò che gli passa per la testa in quell’istante senza nessun tipo di intimidazione culturale, perché per avere Facebook non serve nessun requisito.

In mezzo a tutto questo marasma dove una frase vale l’altra non vi è appunto nessuna distinzione, nessuna fra queste ha il diritto di emergere.

A volte però succede che in mezzo ad oceani di post si accenda una scintilla che in poche ore causi un incendio mastodontico: basta solo saper scegliere l’argomento giusto e gli aiuti non si faranno attendere.

È il caso della fotografa americana Meg Bitton (al mondo sconosciuta), assidua combattente contro la  legge House Bill 2 promulgata in North Carolina e di cui già tanto si è parlato in questa sede. Per far conoscere la sua posizione la fotografa ha deciso di operare come la meglio sovversione di morale sa fare, ovvero creando il piagnucoloso caso – se così si può definire – e facendo balzare un’immagine forte contro la piatta mentalità delle masse: si è servita di Corey Maison, un ragazzino transgender di 14 anni che si sente femmina nonostante sia anatomicamente maschio,  e pubblicando un di lui servizio fotografico prodotto circa un anno fa, dove per l’occasione il ragazzetto si è truccato in modo ancor più marcato comparendo nelle più svariate pose. Il tutto, ovviamente, con il permesso della mamma la quale ha incoraggiato la fotografa a mantenere il post per sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica sulla legge dei bagni che, continuiamo a ricordarlo ad oltranza, richiede e tutela che i maschi ( anatomicamente e biologicamente parlando ) vadano nei loro rispettivi servizi igienici, e viceversa le femmine; la questione si spiegherebbe con la logica, se non fosse che siamo in una società in cui non c’è più spazio nemmeno per la logica.

Lo slogan di Meg Bitton che nel giro di poco è diventato pilastro per la propaganda LGBT internazionale recita così:

Se questa bambina fosse tua figlia, saresti tranquillo sapendo che deve usare il bagno degli uomini?

Sulla stessa scia del mondo showbiz la fotografa americana fa nel suo piccolo un minuzioso lavoro di sensibilizzazione:

È nata con l’anatomia maschile, ma si identifica come una femmina. Secondo le nuove leggi sarebbe costretta ad usare il bagno degli uomini. Sii giusto, sii gentile, sii empatico. Tratta gli altri come vorresti essere trattato tu.” – continua Bitton nel suo post.

La raccolta di immagini inserite negli album Facebook di questa signora hanno già fatto il giro del mondo, contagiando viralmente un gran numero di persone, cosa che non sarebbe mai successa se la provocazione non fosse caduta a pennello, sia per l’attualità della questione, sia per il campo libero che ormai si sono costruiti innanzi gli organismi LGBT.

trans2
Ancora una volta con un semplice click si è riusciti a lanciare un forte quanto insulso messaggio al mondo, ovvero di proclamare la normalità davanti a casi in cui più che elogiare ci sarebbe serio bisogno di aiutare.
Nel mentre il grido unanime è stato ben scagliato contro una legge che tutela peraltro la sicurezza e la privacy di tante persone indifese ( pensiamo a quante violenze sessuali anche su minori si potrebbero compiere con la scusa del “sono uomo ma mi sento donna, e e quindi avente diritto ad entrare nel bagno delle femmine” ) , oltre che a custodire un minimo di buon costume richiesto perlomeno nei servizi di uso pubblico, consono a criteri logici, civili e razionali e quindi già per eccellenza soggetti a compromessi.

Infatti accade che alcuni legislatori del North Carolina abbiano già preso nota di tutti i boicottaggi e delle proteste in generale, il 25 aprile scorso ha quindi presentato una proposta di legge abrogativa il partito House Democrats.

Basta poco: con subdola intellighenzia e potentati economici appoggiati da chi tira le fila nazionalmente e sovra-nazionalmente, si riesce sempre ad ottenere tutto.

I commenti sono chiusi.