Dopo che una professoressa della Iowa State University ha proibito agli studenti di mettere in discussione il “matrimonio” gay, l’aborto, o il movimento Black Lives Matter, le è stato detto, da parte del Comitato per l’educazione dello Iowa, di cambiare il programma del corso per difendere la libertà di parola degli studenti.

Infatti, il programma della prof.ssa Chloe Clark prevedeva che “gli studenti non possono scegliere nessun argomento che ha alla base il fatto che alcuni non meritino gli stessi diritti umani di base (cioè nessun argomento contro il matrimonio gay, l’aborto,  Black Lives Matter, ecc.) Lo prendo sul serio“.

Omofobia, transfobia e razzismo sono motivo di espulsione dalla classe.

Il programma della Prof.ssa Clark ha provocato un acceso dibattito su Twitter; alcuni repubblicani hanno così commentato:

“È un peccato che i professori di bassa qualità usino il loro potere sugli studenti per sopprimere la libertà di parola!”

L’università ha poi dichiarato che il programma è incoerente per i propri standard e con il suo impegno a favore dei diritti degli studenti secondo il Primo Emendamento (libertà di parola e di stampa).

Lo Stato dell’Iowa è fermamente impegnato a proteggere i diritti del Primo Emendamento dei suoi studenti, docenti e personale. Per quanto riguarda i discorsi degli studenti in classe, compreso il completamento dei compiti, – ha concluso la dichiarazione, – l’università non intraprende azioni disciplinari contro gli studenti sulla base del contenuto o dei punti di vista espressi nei loro discorsi“.

Il portavoce di YAF, Spencer Brown, ha detto a The College Fix:

È una notizia incoraggiante vedere un’università schierata dalla parte del Primo Emendamento e dei diritti di libera espressione dei suoi studenti; tuttavia, è vergognoso che un membro della facoltà si sia spinto così in là nella pratica educativa  andando anche contro la Costituzione“.