L’Italia ha bisogno di una legge che regolamenti le adozioni per le coppie omosessuali“. A dirlo, non è Monica Cirinnà o Vladimir Luxuria ma niente di meno che il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, nell’ambito del discorso di inaugurazione dell’anno giudiziario .

Canzio, che ha evidentemente a cuore la tematica LGBT, ha ricordato quanto già fatto sul tema dalla Corte di Cassazione, la quale, malgrado l’assenza di una normativa specifica, è comunque riuscita attraverso stratagemmi legislativi a riconoscere, grazie alla cosiddetta stepchild adoption, l’adozione di un bimbo da parte del convivente del genitore gay.

Secondo Canzio, le sentenze già emesse a riguardo sarebbero sufficienti per arrivare ad una “ridefinizione” definitiva dell’istituto famigliare in senso allargato e moderno:

“una ricostruzione dell’istituto famiglia intesa come comunità di vita e di affetti, incentrata sui rapporti concreti che si instaurano tra i suoi componenti, all’interno della quale il criterio guida resta quello dell’interesse preminente del minore”.

Le parole di Canzio hanno suscitato l’immediato e scontato plauso dell’Arcigay, che attraverso il suo segretario nazionale Gabriele Piazzoni, ha così commentato:

“Le parole di Giovanni Canzio, Presidente della Suprema Corte di Cassazione, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario evidenziano come il tema dei diritti delle coppie formate da persone dello stesso sesso non si sia esaurito con l’approvazione della legge sulle unioni civili. Il tema delle adozioni per i figli delle famiglie omogenitoriali, stralciato da quella legge, è ancora aperto e non può essere ignorato, assieme ad una riforma profonda della legge sulle adozioni che elimini l’assurdo divieto per le coppie omosessuali di poter accedere a questo istituto, esclusione basata su un mero pregiudizio. Sulle adozioni per le persone omosessuali la politica dovrà al più presto dare risposte, così come era stato garantito in sede di approvazione della legge sulle unioni civili. È ora che il legislatore si assuma le proprie responsabilità e ci consegni leggi degne di un paese moderno, inclusivo e progressista, in cui ogni bambino o genitore sia tutelato dallo Stato e non esistano bambini o genitori di serie A e di serie B”.

DICHIARAZIONI INOPPORTUNE E DISCUTIBILI

Le dichiarazioni del Primo Presidente della Corte di Cassazione a favore delle adozioni omosessuali, oltre che gravemente inopportune per il suo importante ruolo istituzionale appaiono ideologiche e del tutto discutibili.

L’obiettivo dichiarato è quello di “decostruire” e “ricostruire” l’istituto famigliare a proprio piacimento, sulla base di rapporti ed affetti sempre mutevoli.

Una prospettiva distorta e perversa che mira a costituire nuclei famigliari che, prescindendo dal sesso della coppia, si basino semplicemente sui “rapporti concreti che si instaurano tra i suoi componenti”. Una folle visione che, celandosi dietro il falso “interesse del minore”, apre logicamente le porte a qualsivoglia formazione sociale.