Da qualche giorno è in corso un’accesa polemica a Bonassola, piccolo comune in provincia di La Spezia, a seguito delle parole pronunciate dal parroco locale don Giulio Mignani su una chat di parrocchiani. 

Su questo gruppo il giovane prete ha esternato palesemente la sua opinione a favore dell’omosessualità, criticando lo sportello anti-gender voluto da Toti per la Regione Liguria, definendolo “una caccia alle streghe”. Non si è inoltre tirato indietro dallo schierarsi contro le c.d. “differenze di genere” costituitesi nella società:

«Nessun attacco a Toti e, soprattutto, nessuna pretesa di avere la verità in tasca. In questa chat nata per organizzare eventi a sostegno di un comune del centro Italia colpito dal terremoto, proponiamo anche iniziative e le discutiamo: una di questa è stata proprio la petizione ‘Rainbow’ che ho consapevolmente firmato perché contrario a qualsiasi azione volta ad incentivare l’omofobia».

Ma non è tutto, poiché don Mignani rivela pure, e senza pudore, di aver partecipato ad una “unione civile” di due persone dello stesso sesso, evidentemente dimenticando che questo costituisce un gravissimo peccato: non solo perché è vietato dalla Chiesa partecipare ad unioni contratte “civilmente”, ma ancor più perché queste rientrano fra le unioni sodomite che oltraggiano sfacciatamente il Matrimonio cattolico.

Egli è invece voluto essere presente tenendoci poi a farlo presente e lodando questi due uomini, esprimendo loro il più solidale ringraziamento per l’esempio che, sempre secondo don Mignani, offrono alla società intera:

«Mi sono addirittura autoinvitato – racconta con grande enfasi don Giulio –. Credo che in questo particolare periodo storico caratterizzato da una società che scherza con i sentimenti, sia importantissimo assistere due giovani che con serietà si prendono un impegno. Un impegno che profuma di amore e che arriva dopo anni di discriminazioni che i ragazzi, e purtroppo ancora tanti come loro, hanno subito. Dovremmo andare da loro e ringraziarli per l’ esempio che ci danno».

Purtroppo sono state tante le persone che hanno sostenuto e ancora sostengono le posizioni del parroco, anche fra i parrocchiani stesso, seppur non siano mancate allo stesso modo le varie critiche. Come quelle del Consigliere  provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Rosson, il quale si è detto rammaricato per le parole del prete, auspicando che fosse sconfessato dal Vescovo il quale in effetti è poi insorto con un fievole pronunciamento dove esortava a non equiparare il Matrimonio a queste unioni, il ché, ci sia consentito dire, equivale a dire davvero molto poco.

Ad ogni modo don Giulio Magnani ha tenuto infine a precisare che la sua è stata solo un’opinione:

«Ho semplicemente espresso una personalissima opinione. Avulsa da qualsiasi colore politico e, ovviamente, non mi permetterei mai e poi mai di parlare a nome né della Chiesa cattolica né di nessun altro». 

Un’opinione certo. Ma una di quella opinioni che recano grande danno alla società oltre che grave scandalo ai fedeli che lui sarebbe invece chiamato a guidare verso la Verità. Ovviamente in tempi normali tali affermazioni non sarebbero rimaste impunite dal punto di vista canonico; d’altronde non c’è però di che meravigliarsi vista la “primavera” non solo mondiale ma anche ecclesiastica verso cui ogni giorno, sempre più, ci dirigiamo catastroficamente.