Mentre a Sanremo va in scena il solito trito e ritrito copione LGBT+, con le consuete ospitate di musicisti più o meno impegnati nella propaganda omosessualista, in tutta Italia continua l’incessante campagna a favore del gender e della “normalizzazione” di ogni tipo di tendenza sessuale.

In questi giorni è stato infatti avviato il progetto “ParmaèFriendly”, un’iniziativa promossa dal Laboratorio Omofobia del Comune di Parma, composto dal Comune stesso e dalle principali associazioni LGBT+ del territorio e finanziata dal Comune di Parma attraverso l’assessorato alle pari opportunità, guidato da Nicoletta Paci.

Il progetto di normalizzazione dell’omosessualità è a tutto campo. Oltre all’applicazione di vistose vetrofanie “ParmaèFriendly” nei più importanti luoghi pubblici della città, l’iniziativa prevede infatti la distribuzione del materiale informativo e la promozione di incontri e brevi percorsi di sensibilizzazione per Comuni, Associazioni ed Enti interessati o “cooptati”, diciamo noi, a dare risalto a tale tematica.

L’ASSESSORE PACI

L’assessore Paci ha illustrato così le ragioni dell’iniziativa:

“Grazie all’attività del Laboratorio Omofobia del Comune è stato approntato il progetto ParmaèFriendly. La vetrofania che è stata apposta oggi all’ingresso dello IAT – Servizio di Informazione e Accoglienza Turistica – in piazza Garibaldi e vuole essere un segnale di apertura e di accoglienza per le persone che fanno riferimento a gruppi ed associazioni LGBTIQ. Si tratta di un modo per favorire l’uguaglianza e i diritti di soggetti spesso discriminati”.

 

“ParmaèFriendly”, secondo le intenzioni dei promotori, si rivolge a uffici pubblici, attività commerciali, operatori turistici del territorio per incentivarli a mettere in campo una serie di iniziative turistico-commerciali indirizzate alla  popolazione “LGBT+”.

VETROFANIE COME BOLLINI DI GARANZIA ?

Ad attestare la “friendlità lgbt+” di un esercizio commerciale, locale pubblico o struttura alberghiera saranno dunque le vetrofanie che, a mo di “bollino di garanzia”, riveleranno se il tal locale è “friendly” o meno nei confronti della clientela LGBT+.

 

E che cosa succederà se un locale o una struttura alberghiera si rifiuteranno di applicare la vetrofania LGBT+ sulle proprie vetrate ? Facile immaginare che scatterà la denuncia di “omofobia” con conseguente pena di boicottaggio commerciale ed isolamento sociale. Un copione già visto degno dei peggiori regimi totalitari.