L’Academy ha annunciato nuovi standard di inclusione per essere eleggibili nella categoria di “miglior film” a partire dal 2024.

A partire da quell’anno, infatti, un film che punta alla statuetta più desiderata dovrà soddisfare nuove soglie di inclusione, abbracciando almeno uno dei quattro standard previsti dal regolamento.

Il presidente dell’Academy David Rubin e il CEO dell’Academy Dawn Hudson hanno sottolineato, in una dichiarazione congiunta, come sia necessario “ampliare il nostro sguardo per riflettere la popolazione globale sia nella creazione di film che nel pubblico che li guarda. Crediamo che questi standard di inclusione saranno catalizzatori di un profondo e duraturo cambiamento nella nostra industria”.

Per fare un esempio, per raggiungere lo Standard A, il film dovrà soddisfare uno dei seguenti criteri:

A1. Protagonisti principali e non protagonisti
Almeno uno degli attori principali o attori non protagonisti deve provenire da un gruppo etnico o razziale sottorappresentato.

  • Asiatico
  • Ispanico/Latino
  • Nero/afroamericano
  • Indigeno/nativo americano
  • Altra razza o etnia sottorappresentata

 

A2. Cast generale

Almeno il 30% di tutti gli attori in ruoli secondari deve provenire da almeno due dei seguenti gruppi sottorappresentati:

  • Donne
  • Gruppo razziale o etnico
  • LGBTQ
  • Persone con disabilità cognitive o fisiche

A3. Trama principale / argomento

La trama principale, il tema o la narrazione del film sono incentrati su un gruppo sottorappresentato.

  • Donne
  • Gruppo razziale o etnico
  • LGBTQ
  • Persone con disabilità cognitive o fisiche

 

Ed andando avanti, ci sono molti altri criteri per avere dei riconoscimenti: ad esempio, se la società produttrice del film offre opportunità di formazione e lavoro ad alcuni gruppi “sottorappresentati”, tra cui gli LGBT.

Ma davvero gli LGBT sono un gruppo “sottorappresentato”, vittima di razzismo e di persecuzione?

Non è forse vero, al contrario, che chi non la pensa come loro è condannato invece ad una “damnatio memoriae“?

Con questi nuovi criteri, le case di produzione dei film faranno a gara a realizzare i film “più inclusivi” e più gay friendly.