Il rapporto approvato dal Parlamento Europeo chiede alla Commissione Europea, agli Stati membri e alle agenzie UE di «lavorare congiuntamente» per una strategia europea pluriennale «volta a proteggere i diritti fondamentali delle persone LGBTQ». Tale risoluzione, votata trasversalmente, suggerisce ai 28 Stati europei una precisa roadmap globale LGBTQ volta a contrastare le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere in tutti i campi della vita sociale, dal lavoro, all’educazione, alla salute, all’accesso a beni e servizi, fino alla libertà di movimento ed espressione. Il documento è stato approvato dopo due falliti tentativi di far passare il rapporto “Estrela”, dal nome della sua relatrice, la socialista portoghese Edite Estrela, sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi dei cittadini europei. Esso ha solo cambiato nome, prendendo quello della sua nuova relatrice, Ulrike Lunacek, eurodeputata austriaca dei Verdi, lesbica e attivista per i diritti omosessuali, Co-Presidente dell’Intergruppo LGBTI al Parlamento Europeo.

Il testo, pur non essendo vincolante per gli Stati membri, si propone di dettare le linee guida in materia di promozione dei diritti LGBTI reclamando l’adozione nell’ordinamento giuridico dell’Unione Europea degli ideologici “Principi di Yogyakarta” e l’introduzione del matrimonio tra persone dello stesso sesso chiedendo alla Commissione Europea di «presentare in via prioritaria proposte finalizzate al riconoscimento reciproco degli effetti di tutti gli atti di stato civile nell’Unione europea, compresi i matrimoni, le unioni registrate e il riconoscimento giuridico del genere». La relazione Lunacek invita, inoltre, gli Stati europei ad adottare misure penali per combattere l’omofobia esortandoli ad «astenersi dall’adottare leggi che limitino la libertà di espressione in relazione all’orientamento sessuale e all’identità di genere e riesaminare quelle già in vigore». Vengono, infine, promossi corsi formativi scolastici sulla «identità di genere» e caldeggiato «lo scambio di buone prassi tra gli Stati membri per quanto riguarda la formazione e l’istruzione delle forze di polizia, della magistratura inquirente, dei giudici e degli operatori dei servizi di assistenza alle vittime».

Il documento approvato dal Parlamento europeo, come detto, non è vincolante per gli Stati membri, tuttavia esprime chiaramente la posizione ideologica ufficiale dell’Unione Europea in materia di promozione dei diritti omosessuali e avrà certamente una forte influenza sulle future politiche nazionali dei singoli Stati. Sarà, dunque, il rapporto Lunacek il testo cardine di riferimento a cui si appelleranno nel futuro le associazioni e gli attivisti impegnati per la promozione dell’omosessualismo e della ideologia del gender nella nostra società.

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