Nel testo unificato del nuovo Codice della Strada, sui cui è al lavoro il nostro Parlamento, il gender regna incontrastato.

Il governo ha pensato bene di infilarci, tra le varie norme contenute nelle oltre 100 pagine del testo, quella che, sulle strade come sui mezzi, è vietata ogni forma di pubblicità se il messaggio è sessista, violento o propone stereotipi offensivi di genere, lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell’appartenenza a gruppi etnici o che siano comunque discriminatori riguardo all’orientamento sessuale.

Quali potrebbero essere i contenuti riconducibili a stereotipi di genere o discriminatori riguardo l’orientamento sessuale?

Chiaramente sappiamo bene a cosa la lobby LGBT voglia andare a parare.