L’Uia,Università Iberoamericana fondata e retta dalla Compagnia di Gesù, ha dichiarato pubblicamente il proprio appoggio alla campagna «#SíAcepto un México para [email protected]», che prevede l’approvazione delle “nozze” gay nel Paese nordamericano. Lo ha fatto sul proprio sito web, nonché con un video sul proprio profilo Facebook. In conseguenza di tale adesione, il Vicerettore, Alejandro Guevara Sanginés, ha ricevuto l’anello, simbolo dell’impegno e del costante sostegno da parte dell’Ateneo a favore di quel “matrimonio egualitario”, già respinto invece nel maggio scorso dalla Commissione sulle Questioni Costituzionali della Camera dei Deputati, sollecitata di un parere dal presidente Enrique Peña Nieto.

«In un mondo tanto violento, tanto diseguale, con così poca speranza, è importante che come comunità universitaria diamo una testimonianza di pace, inclusione, solidarietà e amore. E’ per queste ragioni che accetto e ringrazio a nome del nostro Rettore tutti coloro che sono con me in questa causa. Viva l’inclusione!»: così si è espresso il prof. Guevara durante la breve cerimonia di consegna dell’anello nella spianata centrale dell’Ateneo, davanti a decine di studenti e docenti. Ha apertamente proclamato il “no” dell’ente cattolico (o almeno tale dovrebbe essere), ch’egli rappresenta, contro qualsiasi discriminazione di genere, orientamento sessuale, origini etniche o nazionalità, specificando di voler lavorare per un Messico libero dalla misoginia, dall’omofobia e dalla transfobia, un Messico in cui prevalgano i diritti delle famiglie “diverse” e l’amore libero.

«Non possiamo aspettarci che sia lo Stato a cambiare la percezione delle cose. E’ nostra responsabilità preoccuparci delle nostre parole, dei nostri atti e della nostra vita. Per questo intendiamo cambiare il paradigma», hanno proclamato, dal canto loro, gli altri partecipanti alla manifestazione.

L’Uia ama definirsi un centro ignaziano, ma il linguaggio cui ricorre ed i contenuti che veicola anche ai propri studenti sono degni più dell’Arcigay che degli Esercizi spirituali del suo Santo fondatore. Oltre a porsi in netto contrasto col Catechismo della Chiesa Cattolica. Possibile che nessuno, nella gerarchia, abbia proprio niente da ridire?