Marito e moglie provenienti dall’area di Phoenix, dopo quindici anni di matrimonio, hanno fatto coming out.

Lui come donna transessuale, chiedendo di essere chiamato Sarah da quel momento, lei invece come donna lesbica.

“Una sera nel 2016 Sean si è girato nel letto e mi ha detto: ‘Ho davvero bisogno di parlarti, penso di essere trans’. Ero così riuscita a capire perché avevo sempre provato tanta attrazione nei suoi confronti, per quello che era dentro – una donna – e non per la sua esteriorità. Mi sono voltata e ho detto: “Va bene, penso di essere lesbica”. Sarah ha sempre avuto un forte desiderio di indossare abiti femminili, ma si vergognava. Provava il bikini di sua madre o i vestiti di sua sorella, ma sempre di nascosto. Dopo essere arrivata al college, ha soppresso quei desideri”.

Dopo che la coppia si è sposata, il marito ha iniziato a comprare vestiti da donna, fingendo che fossero regali per sua moglie.

Alla fine aveva dato vita ad un secondo guardaroba. “Adesso ci guardiano indietro e ci ridiamo sopra. Era come se entrambi avessimo appena deciso di fingere che non esistesse. Era l’elefante nella stanza di cui non abbiamo parlato”.

L’ispirazione per il coming out è venuta dal figlio maggiore, Morgan (di tredici anni), che i genitori sospettavano fosse omosessuale. “Sospettavamo che Morgan fosse gay da quando aveva circa due anni”. “Se non potevamo essere onesti con Morgan, come potevamo aspettarci che fosse onesto con sè stesso?”

Chiaramente, in un contesto familiare del genere, quanto deve essere stato forte il condizionamento del ragazzo nel fare il coming out, per essere così accettato e magari amato di più dai suoi genitori? E quanto poco equilibrato l’ambiente in cui è cresciuto?