Ecco l’ultima trovata: una banca fatta apposta per gli LGBT viste le “molte discriminazioni” che subiscono continuamente.

L’idea sarebbe nata dopo che uno studio della Iowa State University, secondo il quale gli LGBT hanno minori possibilità di avere un mutuo e quando l’ottengono devono pagare interessi molto più alti rispetto ad una coppia eterosessuale.

Lo studio è stato pubblicato ad aprile di quest’anno ed ha evidenziato una forte discriminazione verso le coppie LGBT che si recano in una qualsiasi banca per richiedere un mutuo. I risultati hanno rilevato che una persona gay ha il 73% di possibilità in meno di ottenere un prestito. Quando lo ottengono, si è notato anche un aumento degli interessi, in un range che varia dallo 0,02% allo 0,2%. Questo, secondo i ricercatori che hanno realizzato lo studio, porta una forte discriminazione.

Perciò, il Michigan (Stati Uniti) ha lanciato l’idea di creare una banca apposta per i clienti LGBT.

Nei prossimi mesi, la Superbia Credit Union aprirà la sua prima filiale. A gestire la banca sarà Myles Meyers, che spiega che se dovesse andare da solo in banca per richiedere un prestito, lo otterrebbe senza problemi. Ma se andasse con suo marito per l’acquisto di una casa o per chiedere un prestito per avviare il processo di transizione, la strada sarebbe più difficile.

“Ma se entrassi nella stessa banca con mio marito o con il mio compagno potrei avere un’accoglienza diversa ed anche una diversa risposta alla richiesta di ricevere un prestito. Tutto questo adesso cambierà.”

La Superbia Credit Union vuole dimostrarsi aperta e inclusiva, offrendo mutui, prestiti e servizi  senza discriminare. Meyers ha spiegato che in futuro si creeranno anche delle assicurazioni sanitarie su misura per la comunità, individuando l’offerta migliore per una persona LGBT, oltre a finanziare gli interventi chirurgici di “cambiamento del sesso”.

Fermo restando che sarebbe da verificare l’autenticità di questo studio ( purtroppo di questi tempi, c’è più ideologia che verità), con la solita scusa delle “discriminazioni”, il gender diktat avanza sempre di più. Quale sarà il prossimo passo? Scuole ed ospedali solo per gli LGBT?