I paladini dei diritti LGBT possono gridare ancora una volta trionfo mondiale. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha difatti da poco votato a favore del proseguo dell’attività lavorativa dell’esperto nominato per monitorare le “violenze e le discriminazioni basate sulla denigrazione sessuale e sull’identità di genere”, di cui già parlammo qui qualche mese fà.

Nonostante la Russia avesse chiesto a gran voce l’immediata sospensione di questa illecita attività di monitoraggio, i Paesi occidentali hanno proposto un contro-emendamento per mettere a tacere la fastidiosa pretesa di Putin, risoltosi con 84 voti favorevoli, 77 contrari e 17 astensioni.

Il progetto di risoluzione è stato così modificato, non prevedendo più più alcun cambiamento al lavoro del ricercatore indipendente, adottato poi dalla terza commissione con 94 voti a favore, 3 contrari e 80 astensioni.
Boris Dittrich, direttore della sezione di Human Rights Watch, che si occupa di diritti LGBT, si è così espresso:

«Il voto del Terzo Comitato afferma che il diritto a essere protetti dalla violenza e dalla discriminazione si applica anche alle persone LGBT. Rispetta inoltre l’integrità del Consiglio per i Diritti Umani, in quanto organismo principale dell’ONU in questo campo, in modo che i meccanismi di protezione dei diritti umani funzionino in pratica e non solo in teoria».

Un nuovo ed incalzante risultato per la campagna mondialista a favore dell’omo-transessualismo, messo in cassaforte come sempre dal massimo propulsore e diffusore di schifezze: l’ONU.