“L’omosessualità è una malattia, non è una condizione normale. Io ho tre specialità: psicoterapia, medicina e chirurgia: sono 40 anni che curo le persone omosessuali”.

Lo aveva dichiarato in pubblico Silvana De Mari, medico e scrittore fantasy torinese di 64 anni. La donna era stata denunciata dal Torino Pride con l’accusa di diffamazione e anche il Comune del capoluogo piemontese si era unito all’esposto.

Ma dopo mesi di indagini, la procura ha chiesto l’archiviazione delle accuse nei confronti del medico: il reato di discriminazione non è contestabile perché De Mari si rivolgeva a una pluralità indiscriminata di persone. Non c’è uno specifico soggetto destinatario delle offese, per questo motivo quindi l’accusa contro la dottoressa antigay cade.

Ieri mattina si è tenuta l’udienza preliminare, dopo che gli avvocati del Torino Pride si sono opposti all’archiviazione. L’avvocato del Torino Pride, Nicolò Ferraris, ha dichiarato che “Le offese pronunciate pubblicamente dalla De Mari sono rivolte ai movimenti non solo alle persone Lgbt in generale, e non sono opinioni ma offese.

Dopo le dichiarazioni della dottoressa, anche l’Ordine dei medici ha avviato un’istruttoria per valutare l’eventuale radiazione. De Mari è stata intervistata alla trasmissione radiofonica La Zanzara su Radio 24 dove ha detto la sua sui gay e l’omosessualità e i danni che creerebbe all’organismo. Dopo il suo intervento sono partiti gli esposti. Ora sarà il gup a decidere nei prossimi giorni. (Marianna Di Piazza)