Camilla è una ragazza di 23 anni di Genova. Ha un cane che è costretta a lasciare solo in casa quando si reca al lavoro a volte anche di notte poichè è infermiera. Il cane, rimanendo solo in casa, piange continuamente svegliando i vicini cosicchè alla fine Camilla lo affida ad altre persone. Più volte i vicini l’ hanno invitata a prendersi cura del cane e hanno anche fatto segnalazioni al canile perchè il cane era in affido.

“La goccia che ha fatto traboccare il vaso” è stato l’episodio in cui il cane di Camilla ha aggredito il cagnolino di un vicino dando il via ad uno “scambio ossessivo” di messaggi con i proprietari del cane in uno dei quali Camilla si era dispiaciuta del fatto che il suo cane non aveva sbranato il cagnolino del vicino.

Ora Camilla che è dichiaratamente lesbica sostiene di essere vittima di attacchi omofobi da parte dei suoi vicini, afferma che si tratta si “stalking. I vicini se la prendono con il mio cane, mi dicono che sono una lesbica pervertita, ricevo minacce di morte”. L’avvocato che la difende, Caty La Torre, sostiene che il movente è omofobico e insiste sulla necessità di una legge contro l’omotransfobia perchè è convinto “che questo odio nasce dalla disapprovazione dell’orientamento sessuale di Camilla”. La ragazza ha fatto interviste con giornalisti e ha fatto anche un video in cui piange che ha fatto il giro delle reti trasformando la sua storia in un caso medatico.

L’avvocato e la ragazza però non dicono tutta la verità: i litigi con i vicini sono cominciati quando Camilla aveva un fidanzato e non dopo che aveva dichiarato di essere lesbica e che era andata a vivere con una ragazza. Inoltre il motivo principale del litigio con i vicini riguardava il fatto che, lasciando per molte ore di giorno e di notte il cane da solo, questo appunto piangeva continuamente dando fastidio ai vicini.

Questa vicenda ci fa sorgere una domanda spontanea: quando il ddl Zan sarà approvato in Senato il comportamento dei vicini sarà oggetto di sanzione o addirittura del carcere?