Come l’Osservatorio ha riportato qualche settimana fa l’ideologia gender è in tour per l’Italia con il progetto Un bacio experience tratto dall’omonimo film “Un Bacio” del regista Ivan Cotroneo. Il lungometraggio, rivolto agli adolescenti e presentato come un lodevole film-denuncia dei fenomeni del bullismo e dell’omofobia, è in realtà un vero e proprio spot a favore dell’omosessualità e della “fluidità sessuale”.

Il 21 novembre e il 13 dicembre il tour fa tappa a Cuneo dove è in programma una doppia proiezione del film nell’ambito della manifestazione “Scrittorincittà” promossa dalla Regione Piemonte, la Città e la Provincia di Cuneo.

Da quanto si apprende online a Cuneo si avrà infatti un pienone di studenti e per questo è stato necessario aggiungere una seconda data. Secondo le stime degli organizzatori, saranno infatti circa 700 i giovani cuneesi che assisteranno al film-indottrinamento.

Una prima proiezione si svolgerà il 21 novembre alle 9 di mattina ed una seconda nell’ambito della giornata conclusiva del festival, il 13 dicembre, nella quale sarà presente anche lo stesso regista Cotroneo che, ben contento di vedere il suo lavoro proposto in tutte le scuole italiane, così si è espresso:

“Avere la possibilità di raccontare a così tanti ragazzi la storia di tre coetanei,  parlare con loro, dopo il film e attraverso il film, di discriminazione e bullismo, di omofobia e inclusione, del pericolo della violenza e soprattutto dell’importanza di non avere paura, di non provare mai vergogna, mi rende felice e mi emoziona. Passo dopo passo, Un bacio è diventato un viaggio, un’esperienza di conoscenza e di confronto, un terreno comune di incontro fra adulti e adolescenti su temi così importanti, e questo è tutto quello che un autore di storie può desiderare”.

Il progetto Un bacio experience non finisce con la proiezione del film. Dopo i titoli di coda è previsto infatti un dibattito “a caldo” in sala con alcuni esperti che spiegheranno ulteriormente ai ragazzi le tematiche trattate nel film se per caso alcuni concetti non fossero ancora sufficientemente chiari.

Una volta volta tornati in classe, inoltre, gli alunni dovranno dimostrare di aver assimilato bene il tutto e lavorare su quanto visto e ascoltato nel corso dell’evento, producendo entro il 15 gennaio 2017 un contenuto fotografico o video su una delle tre parole chiave del progetto (#bullismo, #amicizia e #futuro). I contenuti prodotti dai ragazzi verranno poi raccolti su un social media wall che verrà presentato a febbraio 2017.

Il progetto Un bacio experience, presentato come una encomiabile iniziativa “civica”, è in realtà una vera e propria imposizione ideologica, promossa, come al solito, con il patrocinio delle più importanti istituzioni.

Il film è infatti un inno dichiarato alla libertà sessuale intesa, secondo la tendenza odierna, della “fluidità di genere”. L’evidente messaggio rivolto agli adolescenti piemontesi è che essi possono amare chi vogliono al di là del proprio sesso biologico. Non devono in alcun modo sentirsi “incatenati” e “obbligati” nello “vecchio” schema dell’eterosessualità per il quale è “normale” essere attratti verso l’altro sesso. La sessualità di oggi non ha più regole. Ognuno deve  finalmente sentirsi libero di seguire i propri istinti e di “orientare” il proprio amore verso chi vuole.

Un paese e delle istituzioni “normali”, dotati di un briciolo di “buon senso”, proibirebbero all’istante un’iniziativa rivolta alle scuole come Un bacio experience. Un progetto folle che, negando l’esistenza di un’immutabile natura umana maschile e femminile con regole ben precise, non fa altro che disorientare e creare traumi psicologici dalle conseguenze imprevedibili ad adolescenti già abbondantemente confusi da una società dominata dal prepotente paradigma relativista.