Le istituzioni piemontesi si preparano a celebrare in “pompa magna” il Transgender Day of Remembrance (TDoR) che ricorre il prossimo 20 novembre. In occasione di tale commemorazione, il gruppo LGBT+ del Coordinamento Torino Pride ha infatti organizzato per le strade di Torino, la Trans Freedom March, ottenendo il patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio regionale del Piemonte e della Città di Torino. La “marcia trans”, sarà inoltre preceduta da un convegno promosso dalle associazioni che si occupano di violenza contro le donne e dal Sevizio LGBT della Città di Torino sul tema della transfobia e del femminicidio.

L’assessore regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti presentando l’iniziativa ha spiegato come essa voglia affermare, a prescindere, il diritto all’autodeterminazione di tutti:

“Con questo appuntamento vediamo le istituzioni, associazioni, i privati insieme contro i maltrattamenti e le discriminazioni subiti dalle persone vittime di transfobia. La Trans Freedom March rappresenta l’occasione per sottolineare l’importanza del principio di autodeterminazione”.

La Cerutti ha poi elencato le 4 importanti “conquiste” tangibili ottenute nell’ultimo anno sul territorio piemontese in fatto di “normalizzazione” LGBT, dichiarando:

“Le celebrazioni però non sono nulla se non sono accompagnate da fatti concreti. Ne voglio segnalare quattro: quest’anno abbiamo chiesto ai sindaci dei Comuni capoluogo di ospitare gratuitamente il manifesto della #TransFreedomMarch; abbiamo istituito per i dipendenti della Regione Piemonte il tesserino identificativo “consono al genere d’elezione”; stiamo rafforzando il CIDIGEM – Centro Interdipartimentale Disturbi d’Identità di Genere che si trova presso la Città della Salute di Torino; stiamo, grazie alle leggi regionali 4 e 5 che sono state approvate l’anno scorso, progettando azioni concrete che riguardano l’inserimento e il reinserimento lavorativo. Oltre alla sensibilizzazione le istituzioni devono mettere in campo politiche”

Oltre alla Cerutti, nel corso della conferenza stampa di presentazione degli eventi celebrativi, tenutasi lo scorso 9 novembre presso il Palazzo della Regione Piemonte, sono intervenuti il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, l’assessore alle Pari opportunità di Torino, Marco Giusta, il coordinatore di Torino Pride, Alessandro Battaglia e la rappresentante dello sportello Maurice GLBTQ, Monica De Giorgis.

Il responsabile del Coordinamento Torino Pride Battaglia, ha posto l’accento sull’importante novità di quest’anno in cui per la prima volta la “trans march” può contare sull’appoggio compatto di tutte le principali istituzioni piemontesi:

In passato c’è stato un tempo in cui non sentivamo la vicinanza delle istituzioni. Oggi è diverso. Comune di Torino e Regione Piemonte ci danno una grossa mano e hanno a cuore il problema dell’omofobia e della transfobia”.

Ancora una volta, dunque, le istituzioni si trovano in prima fila nel dare il loro plateale e ossequioso sostegno alla causa di normalizzazione “LGBT”. Il cieco e imprescindibile “principio di autodeterminazione”, “senza se e senza ma”, rivendicato con fermezza dall’assessore regionale Cerutti racchiude in maniera emblematica quello che è il sistema di pensiero sottostante all’odierno diktat etico: in una prospettiva capovolta, a stabilire ciò che è giusto o sbagliato, vero o falso, non è l’immutabile e dato criterio oggettivo ma il sempre mutevole e indefinito parere soggettivo. In questo senso, non importa se la realtà oggettiva ci dice che ognuno di noi nasce con una natura maschile o femminile, quello che conta è unicamente la percezione soggettiva di ciascuno che “costruirà”, da sé, la sua “realtà personalizzata”. A tale ideologico e folle piano di rivoluzione antropologica le istituzioni piemontesi hanno dato il loro unanime e riverente supporto.

Qui le informazioni dettagliate sul programma della giornata della Trans Freedom March di Torino