Il 23 agosto Padre Martin, (delle cui posizioni e dichiarazioni già ne abbiamo parlato) ha parlato in qualità di relatore all’incontro mondiale delle famiglie a Dublino, nonostante l’opposizione di molti ed una petizione indetta appositamente per bloccare la sua relazione, che ha raccolto più di 10.000 firme.

Le sue dichiarazioni vanno a perorare la causa LGBT: avrebbe sostenuto l’importanza, per gli omosessuali attivi, di essere invitati a prendere parte ai ministeri parrocchiali  (come ministri dell’Eucaristia, lettori ecc..).

Ecco le sue parole:

“Come ho detto, c’è una tendenza a concentrarsi sulla moralità sessuale dei parrocchiani L.G.B.T., che è sbagliata, perché, in primo luogo, spesso non si ha idea di come siano le loro vite sessuali, e, in secondo luogo, anche se non fossero all’altezza, non sono gli unici“.

Ed inoltre :

“Di conseguenza, le persone L.G.B.T. possono sentirsi disoneste nelle loro persone e pertanto non aver posto nei ministeri. Come tutti coloro che nella vostra parrocchia non sono all’altezza dei Vangeli – il che vale per tutti – le persone L.G.B.T. dovrebbero essere invitate nei ministeri parrocchiali: ministeri dell’Eucaristia, ministeri della musica, lettori, ministero del lutto e ogni altro ministero“

Padre Martin dice esplicitamente che non bisogna concentrarsi sulla moralità sessuale, “dimenticando” che gli atti omosessuali sono peccaminosi e che è grave omissione non dirlo agli LGBT, come ebbe a dire il card. Burke in un’intervista a LifeSiteNews del 2014:

“Bisogna cercare di stare vicini ai membri della parrocchia che vivono nel peccato pubblico in una relazione omosessuale in modo da aiutarli a lasciare la relazione peccaminosa ed iniziare a condurre una vita casta”.

Continuando nel suo discorso, Padre Martin ha affermato:

“Non scelgono il loro orientamento… Voi non scegliete il vostro orientamento o la vostra identità di genere più di quanto non scegliate di essere mancini. Non è una scelta. E non è una dipendenza. Quindi, non è un peccato essere semplicemente L.G.B.T. Molto meno, non è qualcosa da ‘biasimare’ su qualcuno, come i genitori“, 

Con il suo discorso, Padre Martin rafforza l’idea che “così si nasce”, e che è  Dio stesso a creare uomini e donne gay, lesbiche e transgender.

Avrebbe anche detto di:

Non ridurre gay e lesbiche alla chiamata alla castità che tutti noi condividiamo come cristiani. Le persone L.G.B.T. sono più della loro vita sessuale. Ma a volte è tutto quello di cui si sente parlare. Ricordatevi di non concentrarvi solo sulla sessualità

Il Catechismo della Chiesa cattolica, per quanto riguarda gli atti omosessuali, afferma che:

“Non procedono da una vera complementarità affettiva e sessuale. In nessun caso possono essere approvati“, 

Ed inoltre:

“Sono atti di grave depravazione ed intrinsecamente disordinati”

Dunque secondo le dichiarazioni omoeretiche di Padre Martin: non bisogna giudicare la morale sessuale degli LGBT ( dicendo ad esempio che gli atti omosessuali costituiscono peccato) e neanche “ridurre” gli LGBT alla chiamata alla castità.

Inoltre, secondo Padre Martin, gli omosessuali dovrebbero baciarsi al segno della pace durante la Messa ed in un tweet avrebbe lamentato il fatto che i sacerdoti non possano “benedire” le unioni gay…

Tutti sapranno che Padre Martin dal 2017 è consulente della segreteria delle comunicazioni in Vaticano.

Ci chiediamo come possa una persona con queste idee ricoprire un incarico del genere. Dobbiamo dunque constatare che la lobby gay presente all’interno della Chiesa, che sta facendo di tutto per la diffusione e la normalizzazione dell’omosessualità, continui ad agire indisturbata.