Mentre in Europa montano le perplessità e le polemiche per la discussa presenza del gesuita americano James Martin, noto per le sue posizioni dichiaratamente pro LGBT, al prossimo incontro mondiale delle famiglie che si svolgerà in Irlanda dal 21 al 26 agosto, dagli Stati Uniti arriva la notizia dell’ennesima “apertura” di esponenti della gerarchia ecclesiastica nei confronti del movimento dei “cattolici” che rivendicano l’accettazione dell’omosessualità e di ogni devianza sessuale in seno alla Chiesa cattolica.

Il sito ChurchMilitant.com riporta infatti come l’arcivescovo di Detroit Allen Vigneron abbia, da tempo, dato il proprio velato assenso alla celebrazione, ogni domenica sera, presso la cappella del Sacro Cuore del Marygrove College di Detroit, della cosiddetta “Dignity Mass”, una speciale messa, riservata al gruppo di fedeli LGBT dell’associazione “Dignity Detroit”.

La notizia è di questi giorni ma, in realtà, l’arcidiocesi guidata da Vigneron tollera tale “anomalia” dal lontano 1997, chiudendo tutti e due gli occhi sulla presenza del gruppo dissidente LGBT all’interno della propria arcidiocesi da ben 22 anni, a conferma di quanto remoto e radicato sia il movimento di coloro che ostinatamente pretendono di conciliare Chiesa ed omosessualità.

Il gruppo LGBT promotore della messa eterodossa, “Dignity Detroit”, che sul proprio sito web si presenta come una comunità di fede, composta da cattolici gay, lesbiche, bisessuali e transgender, rappresenta il capitolo locale di “DignityUSA” un’organizzazione gay attiva a livello nazionale, fondata nel 1969 a San Diego in California da Father Pat Nidorf ,che come si legge sempre online: “lavora per il rispetto e la giustizia per le persone di ogni orientamento sessuale, genere ed identità di genere – in special modo per le persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender – all’interno della Chiesa cattolica e del mondo attraverso l’educazione, l’appoggio e il supporto”.

In tale prospettiva, l’organizzazione omosessualista “DignityUSA” rifiuta in toto il tradizionale insegnamento della Chiesa cattolica in materia di castità per coloro che hanno attrazioni verso persone dello stesso sesso e promuove una nuova pastorale famigliare tesa ad includere qualsiasi tipo di amore e di unione all’interno della Chiesa cattolica. Un atteggiamento del tutto in linea con quanto professato dal sopracitato consultore della Segreteria della comunicazione del Vaticano, padre James Martin nel suo dibattuto libro Building a Bridge, dove ovviamente il bridge da costruire è il ponte che dovrebbe festosamente accogliere gay, lesbiche, bisessuali, transgender e chissà chi altro, all’interno della Chiesa cattolica, in barba a quanto insegnato dalle origini, per millenni e ribadito da una lunghissima serie di affermazioni della Sacra Scrittura, dei Padri della Chiesa, di santi Dottori e da Pontefici.