Da oggi, 1° ottobre 2020, la terapia ormonale per le persone trans sarà gratuita in tutta Italia.

LAifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha inserito i farmaci necessari al cambio di sesso nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale. La decisione è entrata in vigore oggi; in Emilia-Romagna invece, attraverso una delibera di Giunta, è già legge.

 La normativa nazionale riconosce per queste persone la possibilità di ricevere supporto psicologico e assistenza medica, con l’obiettivo di arrivare, per chi vuole, al “cambio di sesso” anagrafico e/o anatomico.

 L’intervento chirurgico necessario al cambio di sesso è già da alcuni anni ricompreso nei Lea (Livelli essenziali di assistenza) e viene eseguito al termine di un percorso complesso di preparazione che comprende terapie ormonali.

 L’atto che concretizza la decisione della Giunta prevede che le terapie ormonali possano essere erogate sia durante il periodo di transizione, in cui la persona inizia ad assumere le caratteristiche del sesso opposto, sia, successivamente, per coloro che decidono di non ricorrere all’intervento chirurgico definitivo, ma realizzino unicamente il cambio anagrafico del sesso. 

“Una rivoluzione nazionale e regionale”, dice Marco Tonti, coordinatore di Arcigay Emilia Romagna. L’Aifa ha stabilito che “i farmaci per le persone transgender debbano essere a pieno carico dello stato  mettendo fine a un’epoca di arbitrarietà nella somministrazione di questi farmaci vitali e rinforzando un principio di parità e di rispetto delle persone, che ci auguriamo resti un criterio basilare per il futuro”.

Chiaramente non possiamo parlare di “terapia ormonale”, perché il problema, cioè la malattia, non sta nel corpo fisico, ma nella mente delle persone affette da “disforia di genere”, le quali non si riconoscono nel sesso di nascita.

La decisione dell’Aifa è certamente molto grave se si considera la situazione difficile in cui si trova il nostro sistema sanitario, specialmente a causa della crisi da Covid, e considerando inoltre la presenza di priorità sicuramente più importanti della terapia ormonale per il “cambio di sesso”.