Continuano a fiorire, su tutto il territorio nazionale, gli sportelli LGBT+ che, presentati come “lodevoli” luoghi di ascolto e supporto per le persone lesbo, bisex, gay e trans, nei fatti si traducono i veri e propri centri di propaganda del “verbo omosessualista”.

L’ultimo sportello è stato infatti appena inaugurato a La Spezia da Raot, associazione di volontariato spezzina nata “per contrastare episodi di omofobia e transfobia e per promuovere i diritti delle persone LGBT“.

Il punto di ascolto che, come di consueto, ha ricevuto la “benedizione” istituzionale, avrà luogo, assieme ad altre realtà associative, nei locali di una vecchia scuola recentemente messi a bando dal Comune.

L’iniziativa è stata possibile grazie all’impegno dello stesso Comune che, nel dare l’ufficialità della notizia, ha diramato una nota in cui si legge:

“E’ stata effettuato il primo passo burocratico dell’iter previsto dal bando che poi dovrà avere altri step ma il fatto è che il progetto Raot che nel corso di questi mesi si è molto impegnata nelle attività di sensibilizzazione e promozione della lotta all’omofobia e alla discriminazione fa parte ufficialmente di quelli che saranno operativi nella sede”.

L’amministrazione comunale ha fatto inoltre sapere che, per il primo anno, si farà carico del 50 per cento delle spese di utenze e manutenzione in maniera che il progetto possa ricevere la spinta iniziale per poi andare avanti con le proprie gambe.

Ancora una volta dunque troviamo le istituzioni a braccetto con le associazioni LGBT+ a finanziare e promuovere avamposti di diffusione del piano di “normalizzazione” dell’omosessualità e di ogni tendenza sessuale sul nostro territorio. L’importante è essere “politicamente corretti” ed inchinarsi a quello che detta l’agenda politica globale.

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