Anche Mastercard si è adeguata al gender diktat: da oggi infatti, per i clienti transgender o di genere non binario sarà possibile intestare la carta con un nome diverso da quello presente nei documenti ufficiali, carte d’identità e passaporti.

La notizia è stata riportata dal sito ufficiale dal titolo: “E’ tempo di permettere alle persone di usare i loro veri nomi sulle carte”.

L’annuncio è accompagnato da un video in cui vari transgender e non binari raccontano la loro esperienza dicendo che leggere il loro vecchio nome sulla carta rappresenta un reminder di quello che erano prima, che non rispecchia la loro vera identità.

Nel comunicato si legge:

«Siamo al lavoro con i nostri partner per realizzare un prodotto che permetterà a tutti di essere riconosciuti in base all’identità di genere, attraverso dei prodotti finanziari. Siamo vicini alla comunità LGBT+ e vogliamo che tutti i clienti siano serviti nella maniera più inclusiva, per non ripetere spiacevoli episodi accaduti in passato».

Il riferimento è  alle leggi di alcuni stati americani come l’Ohio ed il Kansas in cui non si può cambiare il sesso della nascita presente nei documenti.

Su Twitter inoltre leggiamo:

“Molti trans e non binari devono combattere per mostrare al mondo chi sono. Mastercard sta introducendo la card con il Vero Nome. #L’accettazione conta”

“Siamo alleati della comunità LGBT+, il che significa che se vediamo una necessità o se questa comunità non viene servita nel modo più inclusivo, vogliamo essere una forza di cambiamento per aiutare ad affrontare ed alleviare i dolori inutili”, ha detto Randall Tucker, Chief  Diversity ed inclusion officer di Mastercard. “Questo si traduce non solo per la nostra comunità di dipendenti Mastercard, ma anche per i nostri titolari di carta e per le comunità in cui operiamo in modo più ampio. La nostra visione è che ogni carta dovrebbe essere per tutti“.

L’iniziativa della Mastercard non è isolata ma si va ad aggiungere a tante altre azioni politically correct compiute da importanti marche mondiali al fine di promuovere l’illogicità e l’ideologia LGBT che mira a plasmare la realtà secondo i voleri e le pulsioni di ciascuno, secondo il mantra di “oggi mi sento A….domani mi sento B…”