Come ben sappiamo, “l’uomo nero” ai giorni nostri non dimora più dentro le ante di un armadio o nei meandri di una cupa cantina, ma, attraverso le nefandezze di un’ideologia omosessualista perniciosa e perversa, si insinua nelle menti e negli occhi innocenti dei nostri figli tramite le pagine colorate di un libro di fiabe, o attraverso l’apparente innovazione di una falsa pedagogia “illuminata” ed ora, sempre più frequentemente, tra la scene dei cartoni animati più seguiti, un tempo “luoghi” della fantasia fanciullesca, ora tramutati in veri e propri strumenti di regime in grado di avvelenare le coscienze dei più puri.

L’ultimo caso in questione si riferisce a Frozen, film d’animazione Disney con più incassi nella storia del Cinema. È da settimane, infatti, che spopola su Twitter, con l’hashtag #GiveElsaAGirlfriend, la campagna affinchè nel sequel, la protagonista (la principessa Elsa) si dichiari lesbica.

L’iniziativa è stata lanciata dall’account di Alexis Isabel Moncada, diciassettenne messicana attiva con il suo blog “Feminist Culture”.

Alexis si definisce bisessuale e ha dichiarato che “creare storie in cui i protagonisti sono sempre uomo e donna è ripetitivo. Mancano personaggi in cui identificarsi”.

Molti membri della comunità LGBT hanno espresso il pieno appoggio alla ragazza, sottolineando come un personaggio omosessuale inserito in un cartone così popolare aiuterebbe la crescita dei ragazzi nell’età dello sviluppo.

Sin dalla sua prima uscita nelle sale cinematografiche, Frozen è stato interpretato da buona parte del pubblico LGBT come una metafora nemmeno troppo velata di una progressiva scoperta e accettazione della propria omosessualità da parte di una giovane donna: Elsa, infatti, viene raffigurata nella narrazione come una principessa atipica rispetto ai canoni tradizionali; primogenita della famiglia reale di Arendelle, vive in eterno conflitto con se stessa per via dei poteri che fin dalla fanciullezza scopre di possedere (è capace di creare e manipolare il ghiaccio). Ispirata alla “Regina delle nevi” della fiaba di Hans Christian Andersen, la principessa Elsa appare ora come un’occasione propizia per il mondo LGBT per farne la propria paladina: una ragazza forte, single e che nella storia non sembra avere alcun orientamento sessuale ben definito.

Il punto culminante di questo processo è la famosa colonna sonora Let It Go cantata dalla protagonista stessa in uno sfogo in cui la principessa smette di “frenarsi” e “limitarsi” per dare libero sfogo alle proprie pulsioni e istinti repressi.

Ai Billboard Music Awards di Las Vegas, Idina Menzel, interprete doppiatrice della suddetta canzone, ha rilanciato con veemenza l’idea di fare di Elsa la prima principessa lesbica della Disney:

“Penso sia fantastico. Disney deve farci i conti. Penso che troveranno una soluzione”

Anche Kristen Bell, doppiatrice della principessa Anna, sorella di Elsa nel cartone animato, ha rivelato al Daily Star:

“Hanno appena scritto la sceneggiatura e stanno ancora facendo alcuni ritocchi, dovremmo registrare questo mese. La storia è grandiosa, e trasuda qualità”.

Così, dai Billboard Music Awards ai social network il passo è stato davvero breve. E con l’hashtag #GiveElsaAGirlfriend è iniziato il pressing sulla Disney perché crei “un personaggio LGBT per insegnare la tolleranza e per non far sentire i bambini LGBT diversi dagli altri”.

Il piano d’indottrinamento omosessualista delle nuove generazioni prosegue quindi spedito verso la dissoluzione morale ottenuta tramite la corruzione dei più “piccoli”; è triste constatare come oggi non sia nemmeno più necessario farlo subliminalmente, come la stessa Disney ebbe modo di fare in passato. Il messaggio diabolico e perverso utile alla propaganda di regime per creare a propria immagine e somiglianza gli adepti del futuro, viene ormai palesato spudoratamente nelle menti dei bambini, lasciati spesso soli in questa battaglia delle coscienze da quei “grandi” che li dovrebbero proteggere e custodire nella Verità.

Noto il rapporto tra Walt Disney e il nero occultismo massonico statunitense, ci è sembrato interessante concludere l’articolo con uno scritto tratto da un carteggio della massoneria finito nelle mani di Papa Pio IX (1792-1878) e reso pubblico per sua volontà; da queste poche righe appare evidente come i bambini siano il bersaglio principale del Nuovo Ordine Mondiale anti-cristiano e deicida, propinatore di ideologie scellerate (Gender) atte a decostruire definitivamente l’ordine naturale.

“(…) Rendiamo popolare il vizio nelle moltitudini. Occorre che lo respirino con i cinque sensi, che lo bevano, che ne siano sature. Fate dei cuori viziosi e voi non avrete più cattolici (…). Ma perché sia profonda, tenace e generale,la corruzione delle idee deve cominciare fin dalla fanciullezza, nell’educazione. Schiacciate il nemico, qualunque esso sia, ma soprattutto, schiacciatelo quando è ancora nell’uovo. Alla gioventù infatti bisogna mirare: bisogna sedurre i giovani, attirarli, senza che se accorgano. Andate alla gioventù e, se è possibile, fin dall’infanzia”.

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