La “normalizzazione” omosessuale passa anche per i campi di calcio. Dopo gli Stati Uniti, anche la Nazionale di calcio danese “scende in campo”, non per un match sportivo, ma per una partita tutta ideologica a favore della promozione di qualsiasi genere di “amore”.

Lo slogan scelto dalla campagna promossa dalla Federazione danese in collaborazione con l’associazione Calciatori e il Comune di Copenhagen, è Fodbol For Alle, il “Calcio è di Tutti”, sottinteso anche di lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e così via.

La strade di Copenaghen sono state tappezzate da giganti cartelloni pubblicitari raffiguranti i volti dei popolari beniamini calcistici nazionali pitturati di arcobaleno per manifestare il loro sostegno alla causa omosessuale e sensibilizzare così i tantissimi giovani alla “normalità” LGBT+.

Uno degli ambasciatori della campagna, il centrocampista dell’Huddersfield Town Mathias Jorgensen, ha spiegato con queste “belle” parole la “bontà” dell’iniziativa:

L’omofobia fa ancora parte del calcio danese, ma insieme possiamo cambiare le cose: facciamo in modo che tutti si sentano benvenuti allo stadio, nei club e negli spogliatoi. Il calcio è il nostro sport, ci deve essere spazio per tutti”.

Anche l’attaccante del Wolfsburg Pernille Harder ci ha “messo la faccia”, postando sui social un’immagine che la ritrae dipinto dei colori rainbow con il commento: “Il calcio appartiene a tutti, non ci importa chi ti ama”.

La campagna Fodbol For Alle è l’ennesima iniziativa che si propone di “lavare il cervello” di giovani e giovanissimi, indottrinandoli alla “libertà” di amare chi vogliono al di là del proprio sesso biologico. Un messaggio ideologico devastante presentato con il consueto linguaggio ammaliante, farcito di “lodevoli” parole dal sapore umanitario e all’apparenza condivisibili, secondo l’oramai rodato schema dell’odierna propaganda omosessualista.