Nel Regno Unito in tempi di “gender diktat” anche il tradizionale “ladies and gentlemen” diventa un saluto discriminatorio e poco inclusivo e per questo va “opportunamente” messo in soffitta. La Transport for London (TfL), società che dal 1863 gestisce la metropolitana di Londra, ha infatti appena reso noto che il suo secolare saluto pre-registrato, diffuso dagli altoparlanti in tutte le stazioni,  recitante “Good morning ladies and gentlemen” (Signore e signori), verrà sostituito da un generico e neutrale “Hello everyone” (“Salve a tutti”).

La TfL ha dunque preferito piegarsi al nuovo paradigma “politicamente corretto” in fatto di sessualità, per il quale non è più “dabbene” e al passo coi tempi, suddividere “rigidamente” le persone in uomini e donne, dal momento che la complessità odierna impone di tener conto di infinite combinazioni e possibilità di identità di genere.

IL RECLAMO

All’origine dell’iniziativa vi sarebbe un reclamo presentato da Aimee Challenor, un uomo transitato a “donna” sentitosi “discriminato” dopo che l’operatore del servizio di assistenza telefonico relativo a Oyster, il biglietto elettronico utilizzato sui mezzi della TfL, aveva espresso la sua ragionevole sorpresa nell’ascoltare un vocione maschile, palesemente non attribuibile ad una donna.

Il transessuale si è così rivolto direttamente al sindaco della città Sadiq Khan pretendendo e ottenendo le scuse ufficiali. Il primo cittadino musulmano ha poi preso a cuore la questione dando il suo totale appoggio alla rivisitazione in salsa gender del messaggio con il quale vengono accolti i frequentatori della Tube londinese:

“Sono consapevole che alcuni cittadini potrebbero non sentirsi a proprio agio con il modo in cui vengono effettuati determinati annunci nelle stazioni. Per questo sono contento che TfL si sia impegnata a passare da frasi specifiche di genere come ‘signore e signori’, attualmente utilizzate negli annunci, ad un’alternativa neutrale come ad esempio ‘buongiorno a tutti’ o ‘buonasera a tutti’ “.

Tra i primi ad esultare per la novità linguistica della London Underground vi è stato il gruppo di attivisti e attiviste per i “diritti” LGBT+ “Stonewall” che ha sottolineato l’importanza rivestita dal vocabolario nella loro quotidiana battaglia per la “normalizzazione” di ogni devianza sessuale:

La lingua è estremamente importante per la comunità lesbica, gay, bi e trans, e il modo in cui la utilizziamo può contribuire a garantire che tutte le persone si sentano incluse, indipendentemente dal loro genere”.

Sulla stessa linea ovviamente anche Mark Evers, direttore marketing di Tfl, che ha ribadito l’obiettivo “all inclusive” del suo progetto:

Vogliamo che tutti si sentano i benvenuti nella nostra rete di trasporto. Abbiamo esaminato la lingua che usiamo negli annunci e vi assicuriamo che da adesso sarà completamente inclusiva, riflettendo la grande diversità di Londra“.

L’abolizione del saluto “ladies and gentlemen” nella storica metro della capitale del Regno Unito rappresenta emblematicamente il “sonno della ragione” nel quale è oggi profondamente immerso l’Occidente sempre più anestetizzato e annichilito dall’imperante diktat etico relativista.