Anche la Germania introduce nel proprio ordinamento giuridico il “matrimonio” gay.  A 16 anni di distanza dalla legalizzazione delle “eingetragenen Partnerschaften”, le unioni civili, il parlamento tedesco ha infatti approvato il “matrimonio per tutti” con 393 voti a favore, 226 contrari e 4 astenuti su un totale di 623 votanti.

La legge è passata al Bundestag con i voti della Spd, della Linke e dei Grunen, oltre a quelli dei deputati della Cdu, esonerati dal prendere la propria decisione a riguardo in “coscienza”.

DOPPIO GIOCO

Decisiva è stata infatti la mossa della cancelliera Angela Merkel, che, apparentemente si è schierata contro, “pulendosi” la coscienza e votando personalmente no, ma nei fatti si è guardata bene dal prendere una “impopolare” posizione contraria al “matrimonio” gay, preferendo lasciare libertà di voto ai membri del proprio partito, spiegando così la sua scelta:

«Per me il matrimonio è fondamentalmente un’unione fra uomo e donna, e per questo ho votato contro. Spero che il voto di oggi non solo promuova il rispetto delle differenze, ma porti anche più coesione sociale e pace»

Il risultato politico è anche la Germania si aggiunge ai 13 paesi europei che già riconoscono il “matrimonio per tutti”: Norvegia, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Francia, Regno Unito, Irlanda e Lussemburgo.

Il processo di “normalizzazione” dell’omosessualità e di decadenza morale dell’Europa avanza a passi da galoppo.