Il Parlamento finlandese ha approvato una legge di iniziativa popolare che, per quanto riguarda le coppie omosessuali composte da donne, riconosce entrambe le partner come madri del bambino nato da una di queste, e ciò a partire dal momento della nascita.

La novità legislativa, che dovrebbe entrate in vigore in primavera, si applica alle relazioni omosessuali nelle quali una delle donne si sottopone a trattamento di fecondazione per rimanere incinta.

In base alla legislazione attuale, invece, la donna che non da alla luce il bambino deve adottarlo al fine di essere riconosciuta genitrice. I proponenti della nuova legge hanno definito tale processo lento, costoso ed umiliante. Insomma, sarebbero stati mossi a compassione dalla situazione di difficoltà in cui veniva a trovarsi la coppia.

Ben 122 membri del Parlamento hanno votato a favore della nuova legge, con 42 contrari. I Cristiano Democratici sono stati i soli ad opporsi.

Da notare che, in Finlandia, questa è la seconda legge di iniziativa popolare che viene approvata dal Parlamento. La prima ha consentito alle coppie dello stesso sesso di sposarsi. Sembra dunque che questo strumento funzioni finora solo a vantaggio delle rivendicazioni avanzate dalle lobby gay.

Il nostro giudizio non può che essere negativo. Esiste naturalmente una sola madre, ed è colei che da alla luce il bambino dopo averlo portato per 9 mesi nel proprio grembo. Ogni tentativo di allargare tale nozione ad altri soggetti è una mera sovrastruttura ideologica, inutile e pericolosa per la crescita psicologica del bambino. Si rimane sconcertati nel constatare come una vasta maggioranza di un’assemblea legislativa europea possa aver approvato una legge così artificiosa e dannosa.