Quest’anno anche a Modena, come in tante altre città italiane all’inizio e nel susseguirsi della calda estate, avrà luogo il “gay-pride”, denominato strategicamente “Modena-Pride”.

Il 1º giugno infatti, nel centro della città, sfilerà la parata indetta ed organizzata da Arcigay Modena con l’immancabile patrocinio della giunta Pd.

Tanti gli eventi che, come solito, precederanno tutta l’ondata Pride per presentare l’intero programma dei circoli LGBT ed aprire le danze della kermesse omosessualista modenese.

Non fosse altro che proprio a Modena, in occasione di questa manifestazione arcobaleno, un gruppo di cittadini ha deciso di riunirsi in un comitato titolato al Patrono di Modena: San Geminiano Vescovo.

Il gruppo, formato da giovani cattolici della diocesi, ha indetto, come si legge in un recente comunicato, «una Processione di pubblica riparazione per lo scandalo del Modena Pride».

Come mezzo informativo per la comunità modenese, il Comitato “San Geminiano Vescovo” ha fatto partire una campagna di sensibilizzazione attraverso dei camion vela sopra i quali appare la locandina ufficiale della processione indetta per lo stesso giorno del Pride modenese.

Detto fatto e apriti cielo: l’arcigay si è subito stracciata le vesti invocando il medioevo gridando a dieci voci termini come “oltranzismo”, “omofobia”, e via discorrendo con tutto il solito, immancabile vocabolario LGBT sempre pronto all’uso (con tutta la monotonia e la poca fantasia del caso).

La cosa grave, però, e di cui vogliamo arrivare ad accennare, è l’azione messa in atto dall’arcigay modenese contro quei manifesti.

Due ragazze, davanti al camion vela in giro per Modena, si fanno fotografare sotto al Sacro Cuore di Gesù mentre si baciano in bocca. La foto appare, come si può vedere, accompagnata dal logo blasfemo del “gay-pride” e con la scritta «il nostro amore ci ripara già dal vostro odio».

L’ipocrisia incredibile di questa situazione è che un simile atto aggressivo e offensivo verso la sensibilità religiosa e, comunque, verso un manifesto sacro, viene sovrapposto al solito vittimismo omosessualista.

L’aggressività di questo gesto passa soprattutto inosservata: nessuno si scandalizza per le campagne quantomeno di cattivo gusto delle comunità LGBT, e nessuno si scandalizza nemmeno per simili gesti.

Pensate invece cosa sarebbe successo se qualcuno avesse denigrato o scimmiottato un manifesto del “Modena-Pride”.

Ciò che è certo, è che le comunità LGBT possono fare qualsiasi cosa, persino travestire, truccare e strumentalizzare i bambini. Tutto ciò – statene certi – passerà sempre come libertà di pensiero e di azione.

State altrettanto certi, invece, che se qualcuno si sente offeso dal gay-pride e, secondo le proprie convinzioni religiose, decide di pregare in riparazione di uno scandalo, sarà costretto a subire gli atti blasfemi ed offensivi della compagine LGBT.