Ampia intervista a Filippo Savarese (‘CitizenGO Italia’ e ‘Generazione famiglia’) alla vigilia della partenza, sabato 23 settembre da Roma,  del ‘tour’ italiano del bus arancione contro la diffusione dell’ideologia gender. La ‘colonizzazione ideologica’ di papa Francesco e il vibrante appello del cardinale Mauro Piacenza a Fatima.

Un bus per la libertà, contro la dittatura gender. Partirà sabato 23 settembre da Roma, sosterà in altre città italiane, tornando infine a Roma sabato 30 settembre dove è prevista una manifestazione a conclusione del ‘tour’.

Ne parliamo con Filippo Savareseche coordina la campagna informativa, promossa dalla Fondazione ‘CitizenGO Italia’ e da ‘Generazione famiglia’ (erede della ‘Manif pour tous Italia’). Nella ‘galleria’ alla fine dell’articolo alcune foto del bus in diverse parti del mondo.

Filippo, prima di tutto come è nata la collaborazione tra ‘Generazione famiglia’ e ‘CitizenGO’?

E’ ormai più di una collaborazione. Le nostre due identità si stanno a poco a poco fondendo per creare in Italia un grande popolo a difesa del bene comune in materia di vita, famiglia, libertà educativa. ‘Generazione famiglia’ (inizialmente ‘Manif pour tous Italia’ sul grande esempio francese) è attiva da un quinquennio sul territorio nazionale: oggi ha circa 80 referenti che ci informano costantemente su quanto avviene localmente, nei consigli comunali e nelle scuole. Tale esperienza è piaciuta molto a ‘CitizenGO’, una fondazione internazionale con sede a Madrid che ha investito negli ultimi tre anni in tutto il mondo per spostare il focus della campagna pro-bene comune soprattutto sull’online: ‘CitizenGO’ ci ha proposto così, un anno fa, di affiancare all’attività sul territorio quella sul web. E i nostri rapporti sono diventati via via sempre più stretti.

Veniamo allora alla prossima campagna italiana…

La campagna si svolge con uno strumento particolare: un grande pullman di linea, classico, con 52 posti, interamente ricoperto con una pellicola arancione – colore della campagna iniziale in Spagna, poi estesa a varie parti del mondo. Sulla fiancata si leggerà “In Italia i bambini sono maschi, le bambine sono femmine. La natura non si sceglie. No al gender nelle scuole”, quest’ultima affermazione a caratteri cubitali.

Subito sorgerà un’obiezione: può capitare che chi ha le caratteristiche biologiche maschili non si senta un maschio. E allora?

I bambini che non si percepiscono maschi, che si sentono confusi, dovrebbero essere aiutati a ricomporre la loro unità biologico-psichica, adeguando il sentire al corpo e non il corpo al sentire. Il corpo resta, il sentire può cambiare. In questi casi è il sesso biologico il punto di riferimento. L’ideologiagender invece, al contrario, adegua il corpo al sentire. E, come detto, il sentire è fluido.

 

SABATO 23 SETTEMBRE SI PARTE DA ROMA

Qualche informazione sulla campagna…

Il bus partirà da Roma sabato 23 settembre. Siamo in attesa che la questura risponda positivamente alla nostra richiesta di partire nei pressi della Corte di Cassazione di piazza Cavour, ma dalla parte del Lungotevere, dove c’è un parcheggio per i bus. Il 24 saremo a Firenze, prima tappa, scelta anche perché la città ha avuto un sindaco che – divenuto presidente del Consiglio – ha voluto la legge sciagurata sulle unioni civili. Il 25 a Milano, il 26 a Brescia (doveroso e sincero tributo al professor Massimo Gandolfini, che sarà in piazza, coordinatore del Comitato ‘Difendiamo i nostri figli’ e ‘anima’ dei ‘Family Day’ di San Giovanni e del Circo Massimo). Il 27 a Bologna, dove incontreremo anche i referenti locali del citato Comitato che nei giorni scorsi hanno presentato – a beneficio informativo dei genitori – un’indagine da cui risulta che i corsi extracurricolari nel 40% delle scuole di Bologna sono pervasi dell’ideologia gender e nel 37% ne contengono traccia. Il 28 a Bari e il 29 a Napoli, due città capoluogo in cui i Consigli regionali stanno discutendo leggi contro la cosiddetta ‘omofobia’ da cui deriveranno come capita di solito cospicui finanziamenti alle locali associazioni lgbt in azione nelle scuole. Sabato 30 ritorneremo a Roma, dove – sempre che riceviamo i necessari permessi – speriamo di poterci incontrare in zona Circo Massimo, nel ricordo del ‘Family Day’ del 30 gennaio 2016.

Vedo che non sono previste tappe nel Veneto…

Ci farebbe molto piacere, ma economicamente la tappa veneta non è sostenibile. Per andare a Verona, avremmo dovuto rinunciare a Bari, una città in cui la nostra presenza è oggi più che mai necessaria. Il fatto è che in Veneto ci sentiamo già ben tutelati in materia di famiglia. A Verona in particolare il nuovo sindaco Federico Sboarina ha dato grande evidenza nel suo programma alla lotta contro la diffusione dell’ideologia gender, tanto è vero che ha messo al bando i libri gender dalle scuole e ha posto il vero a una mostra pubblica degli stessi (poi annullata).   

Come si svilupperà la campagna in ogni città?

Premetto che al momento stiamo ancora definendo con questure e comuni il percorso del bus e la piazza in cui sosteremo. Sul bus saremo in pochi: con me ci saranno Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu (del direttivo di ‘CitizenGO Italia’), l’autista, un fotografo e un paio di ragazzi che ci aiuteranno a distribuire i volantini. Daremo conto dello sviluppo della campagna in tempo reale attraverso i social di ‘Generazione famiglia’ e di ‘CitizenGO Italia’.

Perché partirete dalla Corte di Cassazione?

Poiché in questi giorni la corte è chiamata a dare una risposta a chi ha denunciato che, in materia di adozioni e coppie omosessuali, diversi giudici italiani sono andati ben al di là di quanto prescritto dalla già sciagurata legge sulle unioni civili. Come è noto la ‘stepchild adoption’ è stata in sé stralciata dal disegno di legge durante l’iter parlamentare, ma non mancano giudici che l’hanno già riconosciuta fondandosi tra l’altro su ‘falle’ della normativa votata.

 

GLI OBIETTIVI DELLA CAMPAGNA

Gli obiettivi della campagna?

Appunto il contrasto all’adozione per le coppie omosessuali e, più in generale, un ‘no’ chiaro, forte, motivato, pubblico alla ‘colonizzazione ideologica del gender’ denunciata da papa Francesco e riguardante soprattutto le scuole, dove continuano a entrare progetti di diseducazione sessuale e di confusione psicologica dei ragazzi. Le scuole hanno riaperto in questi giorni e a breve dovrebbe partire presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) un ‘tavolo di lavoro’ sulla riforma dei processi di partecipazione a scuola della componente genitori e della componente studenti. Penso che saremo presenti anche noi con il professor Gandolfini, coordinatore del Comitato ‘Difendiamo i nostri figli’. Noi chiediamo che venga istituzionalizzato, nero su bianco, il consenso preventivo dei genitori sulla partecipazione dei loro figli a ogni progetto extracurricolare ‘sensibile’, coinvolgente cioè la dimensione dell’affettività. Tale consenso oggi de facto non viene chiesto sul singolo progetto. Nella riunione del 31 luglio scorso, Valeria Fedeli ha concordato con noi sull’opportunità di un consenso preventivo puntuale da parte dei genitori, fondato sulla trasparenza dell’offerta formativa. Insomma la famiglia ha il diritto di sapere la natura precisa del corso, i materiali usati, gli apporti esterni (persone, associazioni) previsti, così da poter valutare la partecipazione dei figli con cognizione di causa. Il problema ormai – e non solo in Italia – è che le élites dominanti strumentalizzano la scuola per creare una nuova cultura antropologica funzionale alle esigenze ideologiche ed economiche dei padroni del vapore, interessati a indebolire l’identità, la forza della singola persona umana per poterla manovrare a piacimento.

 

LA ‘COLONIZZAZIONE IDEOLOGICA’ DENUNCIATA DA PAPA FRANCESCO

Hai citato papa Francesco…

Oggettivamente le parole sull’ideologia gender dette in più occasioni da papa Francesco sono state le più dure mai pronunciate da leader politici nel mondo.

La prima fu nella conferenza-stampa in volo del 19 gennaio 2015, tornando dalle Filippine, quando parlò delle ‘colonizzazioni ideologiche’ come quelle delle dittature del ventesimo secolo, tipo quelle della ‘Gioventù hitleriana’.  A Napoli, poi, il 21 marzo 2015 sul lungomare Caracciolo ha definito il gender come uno sbaglio della mente umana, che crea tanta confusione e ha ripreso il tema delle colonizzazioni ideologiche. E nella conferenza-stampa durante il ritorno dal viaggio in Georgia e Azerbaijan (2 ottobre 2016) ha evidenziato la guerra mondiale in corso contro il matrimonio inteso come unione tra un uomo e una donna.

Posso aggiungere che anche l’omelia del cardinale Mauro Piacenza, tenuta a Fatima qualche giorno fa, il 13 settembre, mi ha molto colpito e nel contempo rincuorato?

 

LE VIBRANTI PAROLE DEL CARDINALE MAURO PIACENZA A FATIMA

Indovino che ti riferisci in particolar modo a un passaggio verso la conclusione…

Sì, quando il cardinale dice: “Siamo convinti che nulla è più profetico, più moderno, più anticonformista che difendere la vita, la famiglia, l’educazione, riconoscendo come queste, oggi, siano le vere emergenze. Carissimi amici, un giorno il mondo ringrazierà la Chiesa, per aver difeso senza timori e senza compromessi, la vita e la famiglia e con esse, la civiltà!…” Per me leggere l’omelia è stato come un ricomporre  nel giusto modo la vocazione laica, civile e da cristiano impegnato nella società, soprattutto quando il cardinale ha detto che un giorno il mondo ringrazierà la Chiesa per aver difeso questi principi non negoziabili. E’ già accaduto nella storia dell’umanità. Si accusa spesso la Chiesa di essere in ritardo sui tempi, in realtà a posteriori si scopre poi che era in anticipo. L’omelia del card. Piacenza ci ha fatto molto piacere e la porteremo come incoraggiamento per tutto il tour.

Certo il vostro tour verrà considerato come una provocazione dalle associazioni lgbt e sarà visto di malocchio sia dalle varie sinistre che dal mondo catto-fluido… Vi attendete forti contestazioni?

Sì, anche se noi non le cerchiamo e non ci presentiamo di sicuro in tenuta da combattimento. Sarà una campagna dell’ovvio, ma ineludibile oggi. Dobbiamo stanare da sotto il tappeto questa dittatura del relativismo, anzi del nichilismo che, a differenza del relativismo, non presuppone pluralità. Il nichilismo vuole ridurre tutto al nulla, realizzando così l’anticreazione, perseguita dal demonio che – come ricordato dal cardinale Piacenza nell’omelia di Fatima – è la “scimmia di Dio”. Noi constatiamo che l’anticreazione è in atto, poiché si vuole distruggere l’identità dell’essere umano, la sua capacità di mettersi in relazione con l’altro e quindi la famiglia e la vita.  Anche quella nascente: ricordo a tale proposito che nel 2018 ricorrerà il quarantesimo della legge sull’aborto e ‘CitizenGO’ dedicherà dunque l’anno prossimo al tema della difesa della vita. Nella speranza di suscitare nelle persone comuni il desiderio di tornare a guardare alla vita con fiducia, anche alla vita nascente. Possibile che una gravidanza debba essere un eventuale aborto e non più una risorsa?

 

CHE COS’E’ SUCCESSO IN SPAGNA?

Torniamo alle contestazioni spagnole…

Il pullman è sceso in strada a Madrid verso fine febbraio, allestito da ‘Hatze Oír’, il volto più conosciuto di ‘CitizenGO’ n Spagna. Portava un messaggio verbalmente assai rude: “Attenzione! I bambini hanno un pene e le bambine la vagina. Non lasciatevi ingannare!” Si deve osservare che tale messaggio era una risposta a quello di cui erano state tappezzate Madrid e alcune città basche precedentemente: “Alcuni bambini hanno la vagina, alcune bambine il pene”…

Cosa è accaduto a Madrid?

La sindachessa di Podemos, Manuela Carmena, si è attivata immediatamente e ha chiesto alla polizia municipale di bloccare la partenza del pullman. Il pullman è stato sequestrato per diverse ore, poi l’hanno lasciato partire. In altre città il pullman è stato ‘accolto’ già in autostrada dalla polizia municipale, che l’ha ‘scortato’, impedendogli l’accesso al centro-città e multato rifacendosi a presunte violazioni amministrative. Su tali multe la Cassazione spagnola ha dato recentemente ragione a ‘CitizenGO’: la contestazione fatta al pullman di essere uno strumento pubblicitario a fini commerciali non ha retto.

E le contestazioni dei militanti lgbt?

Sono state molto dure, con la polizia a frapporsi. Il pullman è riuscito a entrare nella periferia di alcune città, come a Pamplona: e lì è restato, nonostante che – dopo le prime contestazioni violente – ‘CitizenGO’ avesse lasciato solo l’involucro arancione senza scritte. Ha agito così per dimostrare che si può essere se stessi anche senza manifesti particolari, ma il regime dominante è già disturbato dalla sola idea che ci sia qualcuno che lo contesti. Questo è un grosso problema. E credo che in Europa (e anche in Italia) si stia avvicinando rapidamente il tempo in cui, molto più attivamente di oggi, il regime dominante emarginerà i dissenzienti in tutti i modi legali possibili, impedendo loro di esprimersi pubblicamente.

 

DAGLI STATI UNITI ALLA GERMANIA

Negli Stati Uniti, una nota personalità politica di spessore, tale Chelsea Clinton (un nome, una garanzia), si è augurata che il pullman non mettesse mai piede su suolo americano…

Ci ha fatto una gran pubblicità… è stato un invito a nozze. Siamo andati davanti alla sede dell’ONU, dove era in corso una conferenza sulla condizione della donna nel mondo. Avevamo letto i documenti preparatori, zeppi – secondo un’ormai lunga tradizione onusiana – di riferimenti alla salute riproduttiva (leggi: promozione dell’aborto soprattutto nei Paesi del Terzo Mondo).

A New York avete potuto manifestare liberamente?

Dopo un breve giro in città abbiamo potuto sostare davanti alla sede dell’ONU, se non che la notte – quando il pullmann era parcheggiato in uno spazio lecito – è stato assaltato da collettivi lgbt, queer con spranghe e la mattina l’abbiamo ritrovato con vetri spaccati, fori di picconate, trattamento con spray.

In questi giorni un bus è in Germania…

Nelle varie città in cui ha girato, non sono mancate contestazioni vivaci, anche se contenute, meno violente di quelle spagnole. Si annuncia comunque una grande contestazione a Berlino, tappa conclusiva del tour tedesco. Pure in Francia è previsto a breve scadenza un tour molto significativo, poiché è lì che è nato e si è sviluppato il grande movimento popolare della Manif pour tous e l’elezione di Macron, strumento nelle mani dei poteri dominanti, non ha cambiato i termini del problema.  

 

L’IRA DI SOROS PER IL PERU’, LA FONDAZIONE OBAMA

Sono previsti altri ‘tour’?

Sono state già fatte brevi campagne ‘esplorative’ in Cile (dove recentemente sono state approvate due leggi pro-aborto e anti-famiglia) e in Perù, dove la mobilitazione popolare ha portato il Parlamento a bocciare la norma prevista per l’educazione gender nelle scuole. La norma diceva così: “A parte il dato biologico e sessuale, ciò che viene considerato maschile o femminile in realtà è costruito giorno per giorno attraverso le interazioni sociali”. Proprio come lo intendono i fautori nostrani dell’ideologia gender. La bocciatura peruviana ha scatenato le ire del noto George Soros, la cui Fondazione (‘Open Society Foundations’) ha attaccato per quanto successo proprio ‘CitizenGO’ pubblicando su twitter la foto del pullman arancione…

La sfida ormai è globale…

Sì, perché l’attacco è globale. Anche l’Africa è sotto tiro e ‘CitizenGO’ ha oggi anche una referente africana che si occupa degli aiuti occidentali e delle organizzazioni internazionali, spesso subordinati a richieste abortiste. Stiamo seguendo da vicino i lavori della Fondazione Obama…

un nome, una garanzia…

che a novembre terrà un meeting a Chicago fondato sulla necessità di stimolare nel mondo la crescita di leader civici, svincolati da partiti e organizzazioni già esistenti; come ‘CitizenGO’ (ma in senso contrario) la Fondazione Obama ha compreso che nell’odierno contesto sociale la differenza la fa l’attivismo del singolo, che si rispecchia specialmente sul web. Sono tante le ‘formiche’ cui è affidata la responsabilità di far progredire l’agenda progressista, quella dei cosiddetti ‘nuovi diritti’ così da cambiare il mondo.

Tra le Fondazioni ‘progressiste’ non possiamo dimenticare la Fondazione Clinton e naturalmente neppure la galassia finanziata dal già citato speculatore e ideologo George Soros…

Ci sono dei fatti (dichiarazioni pubbliche, bilanci pubblici) che parlano chiaro. Soros, attraverso la sua galassia, ad esempio nelle ultime elezioni europee ha finanziato con circa 100mila euro Arcigay, perché sensibilizzasse i partiti sulla tematica. Non sono certo finanziamenti illegali, però è bene che certe cose si sappiano, perché aiutano a comprendere meglio le dinamiche della realtà. Un altro esempio: è un dato noto che i gruppi lgbt irlandesi, per far vincere il ‘matrimonio gay’ nel referendum del 2015, hanno ricevuto 24 milioni di dollari da fondazioni statunitensi.

Una parola conclusiva…

Seguite la campagna del bus per la libertà attraverso i nostri social di ‘CitizenGO Italia’ e di ‘Generazione Famiglia’ (Facebook e Twitter).  Contemporaneamente alla partenza del bus si avvierà anche una raccolta di firme a sostegno della campagna. E’ arrivato il momento in cui ci si deve almeno porre la domanda da che parte stare. Naturalmente ci sarà sempre chi si illuderà di rinchiudersi nel proprio orticello, certo che nessuno lo disturberà. Grave errore. Perché, quando arriverà lo ‘tsunami’ antropologico, anche lui sarà travolto, come i suoi figli e nipoti. Ognuno faccia dunque una scelta, anche nel proprio piccolo, magari condividendo un pensiero con i propri amici sui social. C’è in gioco qui e oggi non solo il nostro avvenire, ma quello di un’intera società.  (di Giuseppe Rusconi su www.rossoporpora.org)