È tipico della lobby LGBT strumentalizzare per fini politici ed ideologici le storie di adolescenti fragili, a cui viene fatto credere di poter cambiare la realtà sulla base di quello che sentono.

Il libro “Io sono io”, uscito da poco, racconta la storia di Marco, ragazzo transgender di 13 anni, che sin da bambino sentiva di essere femmina e tra la seconda e la terza media iniziò ad assumere i bloccanti della pubertà, per evitare che il suo corpo si fosse sviluppato in modo “naturale”, come quello di un ragazzo.

Marco, che ora si fa chiamare Greta, è di Ravenna e con sua madre ha partecipato a tantissimi programmi televisivi, conferenze e dibattiti in cui ha portato la sua testimonianza.

I suoi genitori hanno fatto di tutto affinché Marco diventasse un simbolo, un “portavoce” dei minorenni intenzionati a cambiare sesso.

Cinzia Messina, sua madre, fa parte dell’Agedo (l’Associazione dei genitori di giovani LGBT), e qualche mese fa ha lanciato una petizione per chiedere una nuova legge per le persone transgender, che prevedesse nelle scuole dei corsi di formazione obbligatori per contrastare il bullismo “omo-trans- fobico”.

Sappiamo bene che dietro alle ingannevoli parole della “lotta alla violenza”, “apertura alle diversità”, ed “accoglienza”, si nasconde invece un vero e proprio lavaggio del cervello a cui si vuole sottoporre obbligatoriamente i giovani, per far loro considerare normale “il cambio di sesso”, o le relazioni omosessuali.

Molto triste è vedere come la sofferenza di questi adolescenti incerti sulla loro identità, fragili, in una società che non gli dà certezze o valori, che magari mostrano di avere interesse per giochi o attività dell’altro sesso, siano subito sfruttate dalla lobby LGBT, facendone dei portavoce di istanze che vanno contro il buonsenso e la loro stessa salute (far assumere ad un bambino di 13 anni dei farmaci bloccanti, non è proprio come dargli una caramella).

A riguardo, la Dott.ssa Michelle Cretella, presidente del College of American Pediatricians, ha dichiarato:

Quando somministrato a un bambino fisicamente sano con disforia di genere, i bloccanti della pubertà inducono uno stato di malattia chiamata ipogonadismo ipogonadotropico che ostacola la fertilità, arresta il normale sviluppo cerebrale e blocca la crescita per tutto il tempo in cui è sotto l’uso del farmaco. Anche se usato in modo appropriato per trattare malattie fisiche come la pubertà precoce nei bambini, così come il cancro alla prostata e l’endometriosi negli adulti, i bloccanti sono stati associati ad effetti collaterali negativi a lungo termine, tra cui grave osteoporosi, problemi di memoria a lungo termine ed un aumentato rischio di cancro ai testicoli”.

Ci chiediamo come una società che abbia veramente a cuore la salute fisica e mentale dei più giovani, possa approvare l’utilizzo di farmaci di questo tipo, insegnando ai bambini che possono essere maschi o femmine a seconda di quello che provano.

Marco – Greta è uno dei tantissimi ragazzi innocenti sacrificati come cavie all’altare delle menzogne LGBT, i cui adepti non hanno di certo interesse ad aiutare questi giovani confusi, mentre invece desiderano imporre un’agenda di decostruzione dell’essere umano.