Per poliamore, la lobby LGBT intende un rapporto sentimentale dove la consensualità permette alla coppia di instaurare ulteriori relazioni con altre persone.

Si potranno quindi avere due, tre, quattro, venti fidanzati in una relazione poliamorosa.

Abbiamo letto l’intervista a Miriam, ragazza ventunenne di Verona, che su Fanpage parla della sua relazione, e ne riportiamo alcuni passaggi più significativi.

La ragazza scrive che è discriminante che le persone poliamorose non possano unirsi in matrimonio.

Chiaramente, visto che ormai si è perso il significato del matrimonio, nell’ottica LGBT ogni unione potrà essere considerata “matrimonio”, anche se, ad esempio, un essere umano si sposasse con un cane per l’assurdo (che tanto assurdo non è perché al giorno d’oggi potrebbe anche accadere).

La ragazza poi dichiara:

“Da attivista della comunità LGBT, non ho mai subito discriminazioni. In quel contesto parliamo di poliamore da diverso tempo. Ci sono alcune frasi che possono dare fastidio, tipo la fatidica “io non ci riuscirei mai”. Ti fa sentire sbagliato, fuori dalla norma accettabile delle cose. La norma poi quale sarebbe e chi lo ha stabilito? Voglio dire, se parliamo di persone che tradiscono i partner, è sicuramente più etico un rapporto poliamoroso che un rapporto monogamo di quel tipo, no?”

Chiaramente, non esistono più regole o limiti, anzi ce le facciamo noi da soli.

La società poliamorosa viene considerata dalla lobby LGBT il traguardo del progresso civile.

Un bambino con tre – quattro adulti attorno, di cui non si sa chi siano i genitori.

Questo è il futuro – che è già presente – che ci aspetta se rimarremo in silenzio.