«Spesso viene detto che non bisogna ostentare i simboli religiosi: anche la processione è un valore religioso e determinati valori cristiani sono alla base della nostra storia, della nostra identità e della nostra tradizione, e bisogna ceca di sostenerli. Son felice che facciate questa cosa e auguro in bocca al lupo, sperando che nessuno pensi di impedire una manifestazione democratica»
Con queste parole il Ministro per la Famiglia e le Disabilità, l’On. Lorenzo Fontana, ha risposto tramite una video intervista ai membri del Comitato “San Geminiano Vescovo”, che stanno organizzando per sabato 1º giugno prossimo una Processione di Riparazione nella città di Modena, dove si terrà uno dei primi “gay pride” dell’estate.

Parole forti, coraggiose e degne di chi vuole ancora prestare servizio e fedeltà alla Verità, a ciò che è vero perché corrispondente a ciò che è reale. Le parole del Ministro, come da programma, sono state accolte malissimo da tutta la stampa di regime solitamente abituata a sostenere in tutto e per tutto le organizzazioni LGBT e i presunti “diritti omosessuali”. Testate nazionali e non, hanno infatti attaccato il Ministro e gli stessi organizzatori della Processione: sintomo, questo, di una falsa e strumentale tolleranza che gli LGBT vorrebbero predicare insieme a parole come “amore”, “libertà”, “democrazia”. Tutti concetti non solo falsati sotto la nuova nebulosa terminologica tanto cara ai relativisti dell’ora presente, ma anche privi di ogni connessione con la realtà.
Quella stessa realtà violata dall’inoculazione delle teorie gender ai bambini, fin dalla più tenera età, per confondere, rapire e violentare la stessa identità biologica.
Si può dire tutto, fare tutto, professare qualsiasi cosa ma poi guai a parlare di religione per pubbliche piazze. Guai se un cattolico, riconoscendo nel gay pride qualcosa di fortemente contrario all’ordine morale, alla Legge naturale e a Dio stesso, decide di pregare in riparazione a tutto ciò. Apriti cielo.
Ma, soprattutto, ciò che si apre veramente è una voragine di inciviltà, livore e disumanità, come gli insulti, le minacce e gli auguri di morte elargiti via social-media al Ministro Fontana e agli organizzatori della Processione ben dimostrano.
Questo – ci permettiamo di dire – sarebbe già un valido motivo per essere a Modena sabato 1º giugno (dalla parte giusta).