The Baby-Sitters club è una nuova serie Netflix per adolescenti che vede come protagoniste alcune ragazze organizzate in un club di lavoro per baby- sitter.

Ovviamente, per omaggiare il gender diktat attuale, dobbiamo per forza aspettarci qualche elemento LGBT dalla serie, ovvero l’inserimento di qualche personaggio gay o trans, o di una tematica affine.

Infatti, nella quarta puntata vediamo proprio una di queste ragazze, Mary Anne, alle prese con un bambino transgender, Bailey, che in apparenza sembra una femminuccia, ma in realtà è biologicamente un maschio.

Per cercare di avere un po’ di chiarezza, Mary Anne decide di confrontarsi con una sua amica, Dawn, il cui padre è gay.

L’illuminante colloquio colpisce nel segno.

«Sei destrimane o mancina?», chiede Dawn. «La prima», replica Mary Anne. «E se qualcuno provasse a farti fare tutto con la mano sinistra, ti sembrerebbe davvero strano, non è vero? Beh, è così che si sente Bailey. Così come tu sai di essere destrimane, lui sa di essere una ragazza. Tutti vogliamo che il nostro lato esterno corrisponda a quello interiore».

Verso la fine della puntata, Mary Anne porterà Bailey in ospedale e correggerà i medici che lo trattavano come un maschio, dicendo che in realtà Bailey è una femmina.

Per dare però un tocco maggiore di realismo, l’attore che interpreta il piccolo Bailey è Kai Shappley, un bambino di nove anni che realmente “sente” di essere una bambina, secondo quanto riportato anche dalla madre (“Avevo quattro figli maschi, finché uno di loro mi ha detto che in realtà era una femmina“).

Il tentativo di propaganda indirizzato ai minori in questa serie è qualcosa di assolutamente mostruoso: come si può trattare la questione paragonandola al mancinismo o all’essere destrimane?

La serie presenta il caso di un bambino che si veste da bambina e che quindi oggettivamente deve essere considerato una femmina, senza però parlare del fatto che più del 90 % dei ragazzi che presentano questi atteggiamenti di confusione del proprio sesso biologico, con il passare del tempo, risolvono tutto in maniera naturale, senza bisogno di interventi di “cambio di sesso” .

I bloccanti della pubertà, gli ormoni dati ai bambini per “dare loro tempo” di decidere, hanno effetti fisici e psicologici gravissimi. Questo però la serie si guarda bene dal dirlo.