In Spagna, l’azienda di giocattoli Toy Planet, con circa 200 negozi sparsi su tutto il territorio spagnolo, dimostra di aver recepito alla perfezione il gender diktat dominante in materia dei cosiddetti “stereotipi di genere”. Il suo nuovo catalogo è stato infatti pensato in perfetto stile gender neutral, ossia eliminando ogni distinzione dei giochi per maschi e femmine. Sfogliando il catalogo è possibile così vedere un mondo fantastico nel quale i bambini spingono carrozzine con le bambole e le ragazzine giocano con dispositivi tecnologici.
Il direttore generale dell’azienda, Ignacio Gaspar, ha sottolineato soddisfatto al quotidiano El Pais la propria decisione gender neutral, auspicando che anche le altre aziende di giocattoli, spagnole e non, seguano il suo esempio:

“Questa è ancora una questione irrisolta nel nostro settore. Molti si sono congratulati, ma il cammino è ancora lungo”.

L’iniziativa di “Toy Planet“, non è spontanea ma aderisce alla ideologica e ben organizzata campagna internazionale Let Toys be toys  (“lasciate che i giocattoli siano giocattoli”), avviata in Gran Bretagna già da alcuni anni, che si propone di fare pressione nei confronti delle aziende di giocattoli, al fine di abbattere le distinzioni di genere all’interno dei propri negozi e nelle stesse confezioni di giocattoli.

Presentata come una lodevole iniziativa che aiuta i bambini a sviluppare i propri gusti e desideri in maniera più libera e istintiva, essa in realtà mira a decostruire, forzatamente, fin da piccolissimi, le identità naturali dei bambini. Una campagna perfettamente in linea con il gender diktat globale per il quale la mascolinità e la femminilità non sono caratteristiche oggettive ed intrinseche di carattere biologico e naturale ma semplici caratteristiche psicologiche  soggettive, frutto delle diverse influenze socio-culturali di ciascuno.

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